Agrupación señor Serrano – “Birdie”

La rassegna Terresti non finisce di osare e porta in scena “Birdie” della compagnia Agrupación Señor Serrano, che ha fatto incetta di premi prestigiosi come quello dei Critici di Barcellona per il miglior spettacolo di nuove tendenze (2016) o il Butaca (2017).

Questo piccolo capolavoro è uno spettacolo multimediale-interattivo, dove ai montaggi di video si alternano immagini in presa diretta di una serie di (s)oggetti in miniatura posizionati sul palco: vediamo piccoli uomini che costruiscono case accoglienti, con muri che proteggono, allontanano e separano. Muri che saranno prima da scavalcare e poi da abbattere. Muri a raccontare povertà e ricchezza, masse, spostamenti e violenza. È così che “Birdie” riesce a mescolare sul palco e in chi guarda sensazioni e sentimenti contrastanti: paura e felicità, amore e odio, speranza e sofferenza.

L’ispirazione viene da Hitchcock: tutti noi ricordiamo il panico nella fuga dallo stormo di uccelli, la battuta passata alla storia: “They’re coming”. Sì, stanno arrivando e noi scappiamo: ma da cosa, esattamente? Lo stesso regista pensava, infatti, che gli uccelli nel film avrebbero potuto persino non esserci: la paura non viene dal cielo, non viene da fuori: è in noi.

Viviamo in una società a due velocità, i divari stanno danneggiando tutti: anche quelli che vanno più in fretta. Come piccoli uomini, costruiamo muri a difendere le nostre case, le nostre città, le nostre poche certezze. Lo facciamo nonostante la storia ci abbia insegnato che saranno destinati a crollare, abbattuti da nuovi equilibri, da nuove energie. Migrazioni, incroci e spostamenti: il cambiamento. L’essenza della vita sulla terra.  

Il senso dello spettacolo è racchiuso in un pensiero di Alex Serrano: “Nulla nel cosmo è quieto. L’immobilità è una chimera. L’unica cosa che c’è è il movimento. Se è impossibile arrestare un elettrone, qual è il senso di costruire muri contro gli stormi di uccelli?”

Un inchino, un grazie e mani che applaudono sotto uno stormo di uccelli.

Paolo Tedeschi

26/11/2019

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