Ancora rischio alluvione a Vicenza: Rebecca scrive a Zaia

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A tre anni di distanza dall’alluvione di Ognissanti, che travolse Vicenza, Caldogno e parte della provincia causando danni milionari, il rischio idrogeologico non è diminuito.

Il presidente della Confcommercio di Vicenza Sergio Rebecca, accogliendo la richiesta di farsi portavoce della preoccupazione degli imprenditori del commercio, del turismo e dei servizi in merito al pericolo che un evento analogo a quello del 2010 si possa ripetere, ha scritto una lettera ufficiale al governatore del Veneto Luca Zaia, al Dirigente dell’Unità di progetto sicurezza e qualità della Regione Veneto e ai Sindaci delle zone interessate dall’alluvione.

“Va riconosciuto che sul territorio sono stati fatti importanti interventi – scrive il presidente di Confcommercio Vicenza – ma le cosiddette grandi opere, ossia le casse di espansione, necessarie per la sicurezza del territorio, sono solo sulla carta”.

I progetti di Caldogno e di Trissino sono infatti fermi anche se finanziati.

Di altre ipotesi come quella di realizzare casse di espansione a Breganze e a Torri di Quartesolo non se ne sente più parlare.

L’apprensione dei negozianti e degli imprenditori, sia quelli già colpiti duramente dall’alluvione, sia quelli che hanno riaperto l’attività in zone tuttora a rischio, deriva dalla paura che le piogge autunnali o della prossima primavera, possano riportare in città e in alcune aree della provincia la tragica realtà di una nuova alluvione.

“Non ci si è resi ancora conto – dice Rebecca, sottolineando un passo della lettera – che il ripetersi di simili fatti potrebbe provocare danni di gran lunga superiori allo sforzo economico che si dovrebbe impiegare, preventivamente, per mettere in sicurezza il territorio”.

E aggiunge: “A tre anni dall’alluvione purtroppo siamo ancora qui a chiedere che si facciano gli interventi necessari e a sperare nella benevolenza del cielo, che la pioggia non faccia danni. Davanti agli occhi i vicentini hanno non solo le immagini indelebili di quello che è successo tre anni fa, ma anche quelle di una burocrazia che continua tuttora a rallentare gli iter degli interventi di messa in sicurezza, in un dedalo di potenziali responsabilità distribuite sia sul piano funzionale che territoriale. Ma non è accettabile che un territorio si affidi al fato, dopo aver sperimentato sulla propria pelle gli effetti devastanti di un’alluvione”.

Nella lettera, il presidente di Confcommercio Vicenza, lancia l’appello al presidente del Veneto Luca Zaia e ai dirigenti della regione di “farsi parte attive per la realizzazione nel più breve tempo possibile delle opere indispensabili alla prevenzione dei rischi idrogeologici e del programma di ultimazione delle stesse”.

In aggiunta, ai Comuni del territorio di “porre in essere le manutenzioni ordinarie e straordinarie dei canali, dei fossi e dei cigli stradali, interventi che contribuiscono in egual misura al normale deflusso delle acque meteoriche, prevenendo i rischi idrogeologici”. In particolare gli enti territoriali preposti “potrebbero aumentare – aggiunge Rebecca – la manutenzione dei fiumi e dei fossi utilizzando le somme che i cittadini stanno restituendo a titolo di contributi pro alluvionati. Almeno così i malumori di molti, per dover ritornare qualcosa che era stato loro dato a titolo di risarcimento per quello che avevano subito e vissuto, risulterebbero in parte mitigati dal fatto di contribuire al miglioramento dell’assetto del territorio”.

 

 

 

 

 

Redazione web 08-10-2013

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