Consigliere regionale Guarda ieri in visita agli ospedali Cazzavillan di Arzignano e San Lorenzo di Valdagno

San Lorenzo

Cristina Guarda in visita agli ospedali di Arzignano e Valdagno: “Regione senza idee chiare, territorio inascoltato e ombre sul futuro del San Lorenzo”.

La consigliera regionale Cristina Guarda ha fatto visita ieri agli ospedali Cazzavillan di Arzignano e San Lorenzo di Valdagno per approfondire il tema della loro riorganizzazione in vista degli spostamenti temporanei, si parla di 3-4 anni, dei servizi sanitari punto nascite e ortopedia in attesa che sia ultimato il nuovo ospedale unico di Montecchio Maggiore – Arzignano. La consigliera non ha soltanto visitato le due strutture, ma ha anche incontrato il comitato sorto a difesa dell’ospedale di Valdagno.

Dai due sopralluoghi è emerso un particolare non indifferente: ad Arzignano tutto è già allestito per accogliere il punto nascite di Valdagno, mentre a Valdagno il personale viene lasciato in balia dei dubbi e delle non scelte. “Si dice che sia già tutto deciso – spiega Cristina Guarda – ma in realtà il personale è ancora in attesa di un segnale e di un comando chiaro da parte della Regione”

“Da questa situazione – spiega Cristina Guarda – emerge una considerazione, e cioè che è stato un errore da parte della Regione usare la Conferenza dei sindaci, che ha dimostrato poca disponibilità al confronto dialogante, per far credere che sia stato il territorio ad esprimersi, quando invece lo spostamento del punto nascite era una scelta già presa da tempo. Ma il territorio, ed è questo che chiedo alla Regione, non è forse rappresentato anche dalle oltre 15.000 persone che hanno firmato pro San Lorenzo e dalle 7.000 che lo scorso 26 giugno in corteo a Valdagno hanno detto no allo spostamento del punto nascite?”.

“Comprendo che l’Ulss 5 si stia ristrutturando soprattutto per via del previsto accorpamento con l’Ulss 6 – continua Cristina Guarda -, ma il problema di fondo è che la Regione non sta dando risposte certe circa il futuro e le specializzazioni all’ospedale di Valdagno: sappiamo che ortopedia, dopo lo spostamento temporaneo a Valdagno, tornerà a Montecchio, ma non si sa se il punto nascite tornerà mai più nella città laniera“.

“Forse lo sapremo quando nascerà l’Azienda Zero voluta da Zaia e di cui stiamo discutendo in Regione. Voci di corridoio ci dicono che con l’Azienda Zero e dunque con un unico superdirigente al comando, saranno riviste le schede ospedaliere. A quel punto sapremo in quali ospedali la Lega taglierà i servizi o addirittura quali ospedali spariranno”.

“Io ribadisco che l’ospedale di Valdagno deve comunque continuare ad esistere, per un fatto logistico, orografico, montano, ossia per servire un territorio ricco di contrade e quindi di persone che vivono lontane dai centri più grandi. Le Amministrazioni locali hanno sempre investito contro lo spopolamento e i risultati iniziano ad arrivare, visto che molte giovani coppie decidono di andare a vivere nelle contrade. I Sindaci si stanno molto impegnando su questo fronte e per questo appoggio la battaglia dei primi cittadini della Valle dell’Agno: lottano affinché gli ultimi servizi di un territorio non vengano meno. La valle dell’Agno ha già dato: le grandi e storiche industrie scomparse, il problema dello stabilimento della Recoaro, l’agonia delle Terme dovuta alla cattiva gestione da parte della Regione. Ora è il turno dell’ultimo servizio rimasto nel territorio, l’ospedale. La Regione vuole veramente prendersi questa gravosa responsabilità?”.

 

 

 

 

Cristina Guarda Ufficio stampa

Redazione web 13/07/2016

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