Carla’s dream – Geox Padova

In coda all’entrata del Geox, sembrava d’essere a un concerto estivo in Moldavia: facce da Est Europa, bicipiti, minigonne e metal detector al controllo biglietti.

Il concerto inizia nel teatro buio, due luci in sottofondo e i Carla’s dream che salgono sul palco con occhiali da sole, foulard (o facce dipinte?), e felpe col cappuccio: c’è aria da G8 e l’istinto è di cercare vie di fuga in caso di lancio di molotov o rissa stile Bud Spencer&Terence Hill….e invece….

Invece, l’istinto che prevale è di ascoltare la voce di questi ragazzi che cantano e di guardare meglio le facce di un pubblico di ragazzi che si abbracciano e si baciano alla fine di ogni ritornello: hanno sguardi dolci e occhi innamorati.

Il problema è che i Carla’s dream cantano in rumeno, un po’ in russo, e quando invece usano l’inglese non sembra sia lo stesso inglese usato dai Beatles. Qualunque cosa stiano cantando però, i testi arrivano con precisa intensità ad un pubblico entusiasta: a vent’anni certe corde si toccano sempre nello stesso modo, dalla Moldavia al Sud del Mondo, passando per l’Italia.

Google aiuta anche in questi casi, così in tempo reale si può scoprire che le loro canzoni parlano di imperfezioni, insicurezze, debolezze, pelle, segreti.  

Lacrimi si pumni in pereti”, per esempio, inizia così: la sua anima nella tua mano , dice lei – ti mente dicendo che tu avrai cura di lei – ma il tuo angelo è un demone con l’arpa – e lui vuole, vuole attingere le corde del tuo letto sulla tua musica. E finisce così: la più triste frase è ” tutto andrà bene ” lacrime e pugni nei muri – lacrime e pugni nei muri da così tanti ragazzi ubriachi per ragazze come te. Poi tutti a saltare Hop, #eroina – Hop, #heroine – Hop, eroina mea, o a struggersi con “Până La Sânge” mentre un’aria calda e soffice si scioglie nel teatro Geox.

Un’ora e mezza di concerto, di quelle intense, senza un attimo di stanca, e la meraviglia rara di assistere ad un concerto senza finti bis. Loro che salutano e si prendono gli applausi e il rispetto che merita chi canta la verità che ha sentito. Col cuore in mano anche se hai la faccia da moldavo cattivo. Bravi!

Paolo Tedeschi

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