I Know What I Am

Avete presente quei mega intro che ti fanno venire il cuore in bocca e le gambe in pancia? La mia prima esperienza del genere ricordo vagamente di averla provata circa quando il mio cervello ha cominciato a immagazzinare informazioni.

Quando ero piccolo ero costretto a guardare ogni sabato pomeriggio alle 2 il programma tv dei nostalgici del calcio e non, Dribbling, sulla Rai. La mia frase era: “Papà, di chi è questa canzone fighissima?” (ok, non proprio così, ma il senso era quello) e lui: “È dei Pink Floyd”.

Dopo tipo 18 anni ho scoperto che quell’intro aveva anche un continuo, anche se sembrava perfetto così. Eh sì, quella canzone mi aveva fatto diventare un appassionato di intro.

Oggi però non parlerò della leggenda Pink Floyd – ne hanno parlato abbastanza tutti – oggi il gra(n)fico è qui per parlare di un gruppo i cui componenti sono sotto la settantina. “I Know What I Am”, è una di quelle canzoni che appena parte ti prende il cuore dal petto e lo fa saltare su una mano a colpi di tempo. Ogni volta che la faccio sentire a qualcuno dopo esattamente 14 secondi quel qualcuno mi fa la domanda: “Chi sono?” e io: “I Band of Skulls” e lui: “che intro”.

Preparatevi a rimanere affascinati da un signor intro, preparatevi ad ascoltare i Band of Skulls!

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