La vie en rose

Dopo anni ci sono riuscito, il mio sogno si è avverato, andare nella capitale dell’amore, dell’arte e della musica “smielata”. Il gra(n)fico è andato in vacanza a Parigi! Sembrava impossibile ma ce l’ho fatta… Poi non mi sono bevuto un amaro, però sono riuscito a salire le scale dell’Arco di Trionfo come un bulldog che continua ad alitare ma in modo molto educato, senza sbavare.

300 scalini di sofferenza e poi rimani senza parole, ti becchi Parigi dall’alto, con il sole ma soprattutto con un vento che ti sposta.

Dopo questa meraviglia, per tornare a noi, faccio 10 scalini in giù e all’improvviso sento una musichetta proveniente da un carillon che sparisce subito. Entro nel negozio “turista adesso ti frego” e la mia accompagnatrice fa fare un numero inquantificabile di giri a questo carillon che parte e suona per 3 minuti. L’unica parola che potevo dire era: “compro”.

A questo punto voi starete pensando: “Gra(n)fico, ci dici almeno che canzone era?”. Signori e signore, che canzone poteva essere se non “La vie en rose”?

La canzone da romanticoni, da innamorati, la canzone parigina per eccellenza.

Vi invito quindi ad ascoltare la sconosciuta Edith Piaf e la canzone che mi ha fatto innamorare, non di qualcuna, ma di un bellissimo carillon non di certo a buon mercato 🙂

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