Te le suoniamo in veneto – “Io, Sanremo e i Pitura Freska”

primopiano

“Furio” Forieri oggi è per tutti Ska-J, e ha scelto di farsi capire cantando la lungua della  sua terra, tra tradizione e contraddizioni.

Marco “Furio” Forieri ha celebrato lo scorso anno i 30 anni di carriera musicale a livello professionale. Veneziano DOC, sassofonista, la sua carriera inizia nelle scuole popolari della sua città, in particolare con Il Suono Improvviso, una delle più antiche di Venezia.

Musicista, autore, compositore ed editore, nasce con il gruppo musicale Zoo Zabumba, ma la sua attività forse più nota è l’attività nel gruppo dei Pitura Freska, per i quali è stato musicista e autore dalla metà degli anni ’80 fino allo scioglimento. Coi Pitura ha partecipato al festival di Sanremo, ha ottenuto 3 dischi d’oro, un disco di platino, ed è autore di brani come “Picinin”, “Papa nero”, “Crudele”.

Vanta collaborazioni con la North East Ska Jazz Orchestra, che ha riarrangiato alcuni suoi brani, il gruppo afrobilly Fuoribordo di Venezia, è spesso ospite della tribute band ai Pitura Freska “Pitura Style”, ed è editore di alcuni gruppi musicali della scena dialettale veneta, come i Catharral Noise e i Rumatera. La su attività principale al momento è legata al nome Ska-j, con il quale presenterà a breve un nuovo album.

Da dove arriva la scelta di usare il dialetto veneto nella tua musica?

“Vorrei fare chiarezza su un punto. Io non uso il dialetto veneto, ma la lingua veneziana, una lingua riconosciuta a livello internazionale e che vanta precedenti letterari illustri. Si tratta di una parlata ancora molto in voga in città, che viene parlata quotidianamente. Chi nasce a venezia parla veneziano, e allora è la lingua che ho dovuto usare innanzitutto per farmi capire da chi mi ascoltava. Il successo poi è arrivato perché amici e fan hanno fatto attività di propaganda e hanno diffuso il nostro nome, ma la mia prima necessità era farmi capire dai miei concittadini.

Non c’è nessuna rivendicazione di orgoglio veneziano né tantomeno di orgoglio veneto in questa scelta. È importante dirlo, soprattutto in un periodo come questo. La nostra regione è molto controversa, presenta un numero enorme di iniziative e volontari a favore dell’integrazione, e contemporaneamente assistiamo a dichiarazioni ed esternazioni di una certa parte della popolazione che vanno nella direzione contraria, e l’integrazione vera è ancora una questione molto difficile“.

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