C come cellulare

 photo url_zps0701d88f.jpeg

Che il cellulare sia divenuto un elemento imprescindibile dell’essere umano è evidente anche al più miope degli osservatori. Che il suo uso stia prendendo una deriva piuttosto invadente è altrettanto sotto gli occhi di tutti.

Con l’avvento dello smartphone, cioè di quel cellulare che è in grado di fare ogni cosa compresi acquisti, pagamenti, funzioni di segreteria, agenda, compagno di giochi, sembra proprio non se ne possa più fare a meno. E l’argomento cellulare, in una rubrica di bon ton, meriterebbe molto più di qualche breve commento ma sarebbe bensì degna di un appuntamento settimanale, tante sono le rimostranze sull’abuso di questo mezzo di comunicazione.

Certo che non è gradevole essere seduti a tavola mentre il dirimpettaio gioca con il polpastrello sullo schermo di un video, tutto preso dalla sua personale attività. Sempre nello stesso contesto è insopportabile essere interrotti dallo squillo nel bel mezzo di una conversazione e magari assistere a una telefonata interminabile cercando di guardarsi attorno con aria disinvolta. Poi, il cellulare, qualsiasi sia il modello, non sta proprio bene sulla tovaglia, di fianco a coltello e cucchiaio, in attesa di dire la sua come un qualsiasi ospite.

Magari, quando siete al ristorante, usate l’accortezza di scegliere la modalità “silenzioso”, o al massimo “vibrato”. Questo soltanto se proprio non riuscite a farne a meno. Provate a spegnerlo qualche volta. Siamo vissuti tanti anni senza e forse, dedicare un po’ del nostro tempo alla persona che ci sta di fronte, chiunque essa sia, senza disturbi, trilli e intromissioni, potrebbe anche riservare delle piacevoli sorprese.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *