Il Festival del Cinema di Venezia. Speciale Bon Ton, prima parte

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Il Festival raccontato dalla nostra rubrichista Elisabetta Badiello in collaborazione con Anna Baldo: Bon Ton dedica uno speciale, diviso in due parti, al Festival del Cinema di Venezia.

IN & OUT

Cose dell’altro Festival

di Anna Baldo e Elisabetta Badiello

I festival sono contesti eccezionali, e quello del cinema di Venezia lo è più di tutti. Anche il più sprovveduto dei partecipanti avverte immediatamente un clima unico, uno spirito diffuso di internazionalità e di anticipazione di quello che sarà il cinema di domani, in un via vai di sconosciuti che potrebbero essere attori, registi, sceneggiatori, o semplici giornalisti e organizzatori di cineforum.

Quel che non si vede, dal viale di accesso che termina sul Red Carpet sempre affollato di fans, qualunque sia il cast in arrivo, è la vita nascosta dell’accreditato. Dieci giorni fuori dal mondo normale, che però non giustificano chi cerca di sfuggire alle regole del vivere civile e del bon ton, ovviamente.

Abbiamo stilato un elenco, in ordine sparso, visto con i nostri occhi.

Abbigliamento. Concetto diverso da “look”, qui si parla di attrezzature, a volte paragonabili a quelle di un campo base sul K2. Sì, perché al festival, in barba alle tendenze ecologiste, vige una temperatura polare, aggravata dal fatto che il ghiaccio si trova dentro le sale, mentre uscendo, velocemente per passare ad una nuova interminabile coda per entrare al film successivo, si impatta con il clima di fine estate, inequivocabilmente caldo. Quindi l’accreditato viaggia con bagaglio pesante, quattro stagioni, e deve poter passare velocemente dal piumino alla maglietta, pena un raffreddore, come minimo.

Poltrone vuote. Vecchio vizio delle sale del cineforum, dove i posti non sono numerati. Ci si siede lasciando un posto vuoto prima di un estraneo. Errore! (e sgambetto a chi entra in sala dopo di noi) ma soprattutto, caduta di stile e indizio rivelatore del nostro provincialismo. Gli stranieri non lo fanno, nemmeno in trattoria o al bistrot, dove ogni posto è utile, anche accanto ad altri avventori, allo stesso tavolo. Al festival è di rigore lo spirito internazionale, e quindi ci si siede in ogni poltrona, senza lasciarne di vuote (alcune proiezioni sono realmente sold-out).

Conferenze stampa. Il popolo degli accreditati si divide in due: quelli che lavorano freneticamente (e quindi fanno la tripletta film-conferenza stampa-recensione) e quelli che invece sono lì un po’ così. A questi la conferenza stampa serve come momento élitario che fa veramente la differenza, perché si va a vedere da (relativamente) vicino i divi e i registi. Poco importa se poi i suddetti deludono, perché ci si accorge che ripetono le tre frasi che l’addetto stampa ha preparato per loro.

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Consigli. Il modo migliore per scegliere un film da vedere è sentire i pareri di chi l’ha già visto. Passando diverso tempo in coda, attendendo l’apertura degli ingressi per gli accreditati, è inevitabile abbordare un vicino iniziando una conversazione su ciò che si è già visto.

Accredito. Ci sono i vip – rosso, i semivip – blu, il popolino – arancio, e i paria – verde. Sì, come nella fantascienza di Brave New World, il festival (e il sistema che regola l’accesso in sala) funziona così. File separate, turni di ingresso separati, in ordine di nobiltà. Se rossi e blu riempiono la sala, arancio e verde stanno fuori. Non importa da quanto sei in fila, sei proprio nella fila di serie B. Il massimo del minimo è quando, con sommo rispetto delle regole, ti presenti con enorme anticipo per essere in coda prima degli altri, e ti dicono che la fila degli accrediti non si apre nemmeno, perché la sala è sold-out di biglietti. A questo punto, vai alla voce “Piano B”.

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Piano B. Fondamentale, quando si decide la scaletta dei film da vedere, è avere un Piano B. Questo si attua nel caso all’ultimo minuto non concedano ingressi alla sala per il tuo accredito (vedi voce “Accrediti”), o se la sala si riempie tre persone prima di te, in coda, e ti chiudano la porta sui piedi. Il Piano B scatta immediatamente. Se non l’hai previsto e ti butti a caso in una sala dove un film inizia proprio in quel momento, corri il rischio di vedere uno dei film più belli del festival.

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