Una domenica tra le fumanti colline della Lessinia Settentrionale

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Il meteo l’aveva detto, ma imperterriti, siamo partiti alla volta di Campofontana, sperando che i 3 mm. di pioggia previsti, non ci avrebbero creato problemi.

Solo che quando si dice: “nuvoloso”, sopra i 1.000 m. significa NEBBIA FITTA!

Con tre auto e undici escursionisti, raggiunta la graziosa frazione di Selva di Progno (VR), a piedi abbiamo percorso un tratto che portava alla contrada Pagani, pressoché disabitata.
Girovagando tra le case settecentesche, qualcuna con degli eleganti affreschi, deteriorati dal tempo, giungemmo a una fontana coperta, con una frase in latino scolpita all’interno. Una signora ci spiegò che dopo molte baruffe, si erano accordarti per avere l’acqua gratis, dopo aver sborsato una sommetta ciascuno. Poi gentilmente scattò una foto al nostro gruppo e, salutandoci, ci prometteva il caffè al ritorno, nel pomeriggio.

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Superata la contrada, il sentiero saliva, fino a un laghetto artificiale, dove le mucche vanno ad abbeverarsi. Non avendo fino allora incontrato anima viva, fu un piacere fermarci ad ammirare le migliaia di abitanti del lago: un ammasso interminabile di girini!

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Poi via, verso le vette, ma sembrava di procedere nel vuoto: immersi nelle nuvole che non volevano lasciarci.
Giunti tra la vegetazione alpina, con fiori ancora chini per la neve da poco evaporata, graziosi rododendri in bocciolo, ginepri gocciolanti e faggi non ancora verdeggianti, si odorava l’ebbrezza delle cime, ma il sentiero era sparito. Meglio, sembrava essercene traccia un po’ dovunque. E allora su, ma senza vedere croci, né il panorama da sogno sulla Lessinia, promesso nella programmazione.
Trovata una radura, qualcuno decise che era ora di pranzo, che il paesaggio era proprio identico a quello della vetta. Non aveva torto, però. Così ognuno, sedutosi su un comodo sasso, aprì il suo zaino per consumare quello che si doveva condividere.
Parca mensa, ma con finale piacevole: dei dolci multietnici, davvero gustosi.
Il ritorno fu più veloce, tra chiazze di neve e nuovi laghetti, uno dei quali, usato come palestra di lancio per vedere chi era più abile a lanciare sassi appiattiti sul pelo dell’acqua.

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Ai Pagani bussammo ripetutamente, ma inutilmente, alla porta della gentile signora, sperando di poterci sorbire quel sospirato buon caffè. In pianura, per evitare la pioggia che, fortunatamente, non ci aveva fatto visita in montagna, ci fermammo per uno spuntino sotto un’ampia tettoia, allo scrosciar di chiare, fresche e chiacchierone acque di un ruscelletto, con la gustosa soppressa acquistata ai Roncari, accompagnata da altri profumati formaggi di malghe, intraviste lungo il sentiero, bellezza e ricchezza della Lessinia settentrionale.

One Response to Una domenica tra le fumanti colline della Lessinia Settentrionale

  1. magia della Lessinia! Che bellezza!

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