Il Matrimonio dell’anno

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In tempi in cui i matrimoni diventano una rarità, parlare di una cerimonia sentita e commovente può essere bello.

Ma ancor di più se il matrimonio è speciale come quello di Nicky e Simone, che unisce due storie travagliate come quelle dei nostri due amici, nato in seno all’associazione “La piccola matita” nata per dare una mano ai molti giovani senza dimora, ospiti nella Casa “Alice Dalli Cani” di Arzignano.

Nicky lavora nella Casa, come addetta alle pulizie. Partecipa volentieri, con lo zaino zeppo delle sue specialità indiane, alle escursioni domenicali, in montagna. C’è anche Simone, in quelle piacevoli passeggiate, un robusto giovanotto, dalla voce taurina, ironico e sferzante, che la osserva con un compiaciuto sentimento d’affetto. Proviene da una vita matrimoniale travagliata, dopo dei fallimenti professionali, impoverito e deluso, con due figli che contatta in continuazione. Ben presto il sentimento diventa amore e, terminato l’anno di permanenza nella Comunità, dove si distingue per la sua intraprendenza laboratoriale, dove crea dei graziosi cestini fatti di spago, dai quali passa all’invenzione di altre artistiche realizzazioni, decide di andare a vivere con Nicky, già madre di un bambino di dieci anni, pure lei reduce da un matrimonio combinato e conclusosi troppo presto. Il nuovo lavoro lo soddisfa e si fa apprezzare alla CAME, dove ottiene un discreto stipendio che gli permette di decidere il grande passo: dapprima il rito indù, a Chiampo. Dopo qualche tempo, il coronamento civile, in municipio di Arzignano, il 19 settembre, circondato da un centinaio di amici, davanti al vice sindaco Alessia Bevilacqua, commossa per aver consacrato le due storie che conosceva bene e che aveva seguito con interesse e trepidazione in questi anni. Preparata nei dettagli, la festa si sposta a San Pietro Mussolino, presso le opere parrocchiali, dove aveva trovato ospitalità Simone, dopo l’uscita dalla Casa “Dalli Cani”, grazie alla splendida accoglienza del parroco don Antonio Zanella. Qui non manca nulla di quello che gli sposi normalmente si aspettano: l’arco d’alloro, sotto il quale passano solennemente, camminando su una corsia bianca, fino a entrare nella sala, sfondando l’enorme cuore di carta, per buttarsi tra le braccia fraterne dei molti amici, attorno a tavoli imbanditi d’ogni ben di Dio, dal pasticcio amorosamente cotto da mani abili, ai mille pasticcini, alle specialità orientali, fino al formaggio D.O.C. di Nogarole. Continuando con le rievocazioni delle avventure, ironicamente descritte dai volontari, per finire con il taglio dei dolci, tutti rigorosamente confezionati dalle ragazze dell’alta valle, tutta stretta attorno a due persone speciali, che si sono fatte benvolere e che volentieri hanno aiutato a metter su casa, delicatamente e spassionatamente. L’allegria e il clima di festa che avrebbe dovuto durare per una mezz’oretta, al massimo, in attesa che tutti se ne tornassero alle loro cose, si sono prolungate fino al tramonto, senza mai togliere lo stupore ai due novelli sposi, e la gioia ai molti commensali, consci che in tanti si fa moltissimo,. A sera, soddisfatti, saliti sul capiente Station Vagon, gli sposi se ne vanno, senza i classici bussolotti attaccati alla marmitta – chi avrebbe avuto il coraggio di essere così rozzo con due perle di amici così? – loro due davanti e i tre figli, dietro. Anzi, no. Anche se l’Ulisse da 7 posti non lo prevede: 3 davanti e 3 dietro. Con Nicky, infatti, c’è anche Diego, che nascerà a metà ottobre.

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