Intervista a Giuseppe, artista silenzioso e tecnico apprezzato

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Abbiamo già avuto modo di conoscere Giuseppe in un “Diario di bordo”, qualche mese fa, come tecnico cinematografico. Uomo silenzioso e riflessivo, ormai alle soglie della pensione che lo Stato non vuole dargli, nemmeno di fronte ai suoi molti problemi, ospite in Casa Alice Dalli Cani da un anno, ha sempre lavorato con impegno nei laboratori pomeridiani, producendo centinaia di cestini, prima in vimini, poi in spago.
Stanco del monotono e ripetitivo impegno in quell’attività, ha scoperto, ultimamente l’arte del traforo, realizzando degli splendidi capitelli in compensato, da appendere in casa, all’entrata, come pratici ed eleganti portachiavi.

portachiavi con cancelletto by Giuseppe P.

Come ti è nata quest’idea, Giuseppe?
Dapprima ho pensato che con l’apertura della stagione dei mercatini in vari paesi e in occasione di manifestazioni estive, sarebbe stato bello avere una vasta gamma di proposte, oltre ai soliti cestini. Poi, ricordando che alle medie avevo 10 in educazione artistica, ho pensato di sbizzarrirmi con uno strumento che da bambino apprezzavo molto: il traforo.

E così?
Così ho fatto la prima casetta, molto semplice, per raccogliere le molte chiavi che vedevo sparse in Direzione, chiudendola con un cancelletto fatto di stecche incrociate, altrettanto semplici.

Sono piaciuti i tuoi primi capitelli portachiavi, tanto che te ne hanno ordinati degli altri…
Sì, tanto che ho deciso di chiudere i prossimi con dei cancelletti sempre più elaborati, con disegni geometrici che trovo in internet, e con arabeschi graziosi, continuando poi con casette vere e proprie con tanto di camini ed eleganti finestrelle. Ho in mente per le prossime settimane una bacheca capace di contenere 15 chiavi. E una casetta portavasi in cui farò inserire tre quattro piante grasse. Se riescono come dico io, passerò alla creazione di un bell’edificio portaoggetti da 150 cm.
Se poi non mi sposteranno altrove, in autunno mi darò da fare per preparare un presepio col traforo, dotato di case dell’epoca, mulino, il castello che domina tutto, e soprattutto la stalla dove nascerà il Bambino.

Riuscirai davvero a fare tutto questo?
Questo e altro, come il cofanetto portagioie della settimana scorsa che è sparito prima ancora che ne potessi perfezionare i bordi. Ma so già a quale volontaria rivolgermi per scoprire a chi l’abbia regalato. Ed eseguirò pure dei portafoto, con i quali utilizzerò i tasselli di mosaico regalatici qualche anno fa da Bisazza. Sono lavori di pazienza, che esigono concentrazione. E che, pertanto, hanno bisogno di pause per non far errori: il compensato è delicato. Ho imparato, dopo esser stato al mercatino vegano di Sprea, quali sono i nuovi gusti del pubblico e ora mi posso scatenare con nuove idee: anche sullo specchio di tavolini, sempre in compensato lavorato e superdecorato con le proposte del sito disegni geometrici.
Mentre chiudiamo il laboratorio per raggiungere i piani alti, arriva un nostro ultimo acquisto, familiarmente chiamato “Il Bracconiere” e vorrebbe parlarci della sua nuova attività, ma rimandiamo il discorso a una prossima volta. E’ stato da sempre un incallito cacciatore e alla sua età, vicina a quella di Giuseppe, si crea ancora delle gabbie. Sono bellissime, a vari reparti, per far spazio a una piccola orchestra di pennuti. E crea pure dei portacandele, sempre a mo’ di gabbietta.

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