Unendo l’utile al dilettevole… ovvero: una giornata sul Monte Summano a insegnar l’arte di far cesti

a buon punto

Eravamo partiti un mercoledì di luglio assieme a quattro volontari, alla volta di Santa Maria del Summano, dove si svolgeva il Campo scuola della Parrocchia di S. Pietro Mussolino. Avremmo dovuto insegnare ai giovanissimi come costruire dei cestini con le “strope”, un’arte ormai perduta nei ricordi e nei cuori dei nostri avi. Accolti dal Parroco, don Antonio Zanella, visitammo la bellissima Chiesa ristrutturata e ben conservata. Dopo le presentazioni con i ragazzi, una breve passeggiata alla grande Croce sulla vetta del monte, e una sosta al sole, ad ammirare il bel panorama, ci accomodammo a sorbirci un gradito pranzo: gnocchi fatti in casa dalle mani amorevoli delle cuoche, formaggi nostrani, salumi, insalata e… un ottimo vino rosso riservato a pochi.

Per noi, alla fine, il sospirato caffè, corretto con… sigaretta. A quel punto si era creato il clima ideale che avrebbe favorito l’entusiasmo nostro e dei giovani, ormai pronti per lavorare i rami freschi di vimini, raccolti nella giusta fase lunare, che avevamo portato con noi. Dopo alcune spiegazioni teoriche su un cartellone, Giuseppe iniziò la parte pratica, invitando ognuno a fare altrettanto. Tutti cominciarono titubanti, ma con il passare del tempo si poterono vedere i risultati. Qualcuno ci metteva grande impegno. Qualche altro, un po’ meno. Tutti, alla fine, fecero apparire il loro cestino all’ultima moda, chi con le “strope”, chi con l’edera. Alcuni muniti di manici, altri addobbati dei più disparati oggetti che la natura del luogo poteva offrire. Arrivò il momento tanto atteso: la presentazione dei lavori svolti messi in bella mostra su di un tavolo bianco, cui seguirono le rituali foto di gruppo con i visi straordinariamente gioiosi.

mastri con Chiesa del Summano

La merenda da campioni con tè, pane e nutella era meritata! Ma rapida giunse l’ora dei saluti. Avremmo voluto restarci sempre, lassù. Ma si sa: le cose belle durano poco. Tornammo, comunque, portandoci a casa un bel carico di gioia, sentendoci importanti, almeno per un giorno. Per descrivere la giornata, due sole parole: “Semplicemente fantastica”. Con un grazie vivissimo ai quattro organizzatori.

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