“Canzoni e monologhi sull’incertezza”, Brunori Sas incanta il Gran Teatro Geox

Canzoni monologhi sull'incertezza

Brunori sas si chiama Dario e l’ironia del destino la fa lui con se stesso che ha scelto di non seguire l’impresa di famiglia ma di omaggiarla nel suo nome d’arte.
“Canzoni e monologhi sull’incertezza”; così recita la pagina web che presenta Brunori a teatro, che ad averla vista prima non ci si sarebbe stupiti del suo lungo parlare: dopo un’ora non si capiva se eravamo ad un concerto o ad uno spettacolo di cabaret!
Bravo Brunori, belle le musiche, la presenza scenica, quel continuo danzare sul filo della paura e della consapevolezza; perché solo chi sa, può permettersi di scherzare sull’ignoto. E solo chi sa di non sapere abbastanza, può avere il coraggio di schernire l’incertezza; di aggrapparsi ai punti fermi per poi scappare. Concedersi il lusso di cambiare idea e di prendere in giro Socrate, senza passare per sbruffone.
Ma solo quando sei abbastanza bravo a districarti in questo labirinto ingannevole, puoi provare il brivido di raccontare le tue paure agli sconosciuti; e se ti piace usare le parole per tamponare le ferite (le tue) e far sorridere (gli altri), puoi provare a metterle in musica. E se senti sulla pelle quello che dici, puoi convincere altri ad ascoltarti: questa è la vera differenza.
È sottile ed elastico il legame tra passato e presente, e per trovare una dimensione ciò che conta di più è saper comunicare e aver voglia di farlo; avere la curiosità di guardare fuori e di guardarsi dentro, sorridere, aggiungendo quel tratto distintivo che può rendere unici. Che non è la barba, la pancia, o l’abito da Tecnocasa: ma quella pausa impercettibile prima di dire qualcosa di importante, quando Brunori smette di recitare e il cuore parla per lui. Lo dice il suo sguardo, che cambia d’improvviso prospettiva e direzione: gli occhi non mentono mai.

Paolo Tedeschi

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