Il tour di Max Pezzali – Padova

max pezzali

Un tour trionfale, che si conclude con un palazzetto che neppure i Negramaro e Gianna Nannini erano riusciti a riempire così. È una bella gratificazione e se la merita tutta Max Pezzali, che ha iniziato a cantare da bambino per comprarsi l’Harley e quando è diventato grande ha aperto un concessionario dove ha messo a lavorare gli amici delle vacanze (a Jesolo) di quando era ragazzo.

Non è né Bruce Springsteen, né Bono Vox, e lo sa bene. Non è fico e non lo è mai stato, neppure col boom degli 883 quando era giovane e cantava Hanno ucciso l’uomo ragno; da almeno un ventennio però è famoso, e potrebbe atteggiarsi a divo, ma porta il cappellino per coprire la pelata e nascondere lo sguardo timido.

Max eccelle quasi in niente, ma racconta come pochi i bravi ragazzi di provincia che lavorano 10 ore al giorno e dalla vita chiedono solo di potersi divertire un po’, il sabato con gli amici, e una settimana al mare ad agosto. Canta il popolo sommerso che non alza la voce con il proprio capo, ma solo in discoteca, dopo qualche birra in più. Canta l’amore degli ultimi, ma al suo concerto si baciano di più che con Baglioni negli anni ’80. E lui, lassù sul palco, con un sorriso enorme, spalanca sempre di più quei suoi grandi occhi che hanno una luce sincera come l’abbraccio di un pubblico capace di regalargli quello che si merita. L’onestà intellettuale, a volte paga. E se non fosse così…beh, niente di grave.

Ps: comunque Gli anni è un capolavoro assoluto, e il tempo lo dimostrerà. E Come mai è ancora una bomba che sanno a memoria anche i radical chic!

 

 

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