Ladies and gentleman, Macy Gray!

Nella musica è pieno di comparse; poi ci sono starlette, principesse del pisello e damigelle. Più in alto, da lassù, a guardare gli altri con quel rispettoso distacco, ci sono le regine: Ladies and gentleman, Macy Gray.

Una presenza nobile, uno stile….sì uno stile, che di questi tempi è già tanta roba, e poco senso avrebbe dire unico, o inconfondibile. Perché non è quello il punto. Non è il suo timbro di voce il marchio di fabbrica ma è il saper cantare come solo le grandi sanno fare.

La sua voce, che ha conosciuto gli acuti più irraggiungibili ora è roca e calda, come quella di una fantastica fumatrice. Ma non è l’incapacità di raggiungere quei picchi che arriva a noi, perché dal palco la regina ha tutta l’aria di una che potrebbe spaccare tutto, cioè: potrebbe ma non vuole.

Forse è nella scelta di una delle tante cover il senso stilistico del suo concerto. Macy Gray, dopo Creep (che i maledetti Radiohead da anni non cantano più ai loro concerti – maledetti!) canta una My way da brividi. Per essere chiari, solo chi se lo può permettere sceglie una tra le canzoni più cantate al mondo per glorificare una performance e per stabilire col pubblico un contatto diretto, non più reversibile.

Un concerto di quelli con effetto coperta, che ristabilisce il calore necessario e la giusta protezione dalla porcheria ( musicale e non) che c’è in giro: tipo un’aspirina quando hai 38 di febbre. Quindi, anche senza acuti, grazie, grazie grazie.

 

 

Redazione web 04/04/2017

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