La Boca e il “Caminito”: uno spettacolo

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La Boca è uno dei quartieri più visitati di Buenos Aires. Sono innumerevoli i viaggiatori da tutto il mondo che ogni giorno, macchina fotografica alla mano, catturano i tanti scorci che trovano lungo il “Caminito”, cuore turistico del barrio. Il Caminito è uno dei percorsi più emblematici della città, imperdibile per chi la vuole conoscere; le sue pittoresche casette ammassate le une sulle altre, dai colori più sgargianti, tra le quali si cammina, creano un’atmosfera allegra e ludica. Giri di bel tango all’aria, dame (s)vestite – alla moda dell’antico ballo – che si offrono per una foto ricordo ed eleganti cavalieri dai baffi arricciati, camerieri che ti invitano nei loro addobbati ristoranti, mercatini di prodotti tradizionali e bande di musica libera in continuo: è uno spettacolo a cielo aperto, non c’è che dire.

Ma se ora si fa festa, una volta nel “Caminito” della Boca la vita non era poi così colorata. Quanto l’Argentina era null’altro che una colonia spagnola, nella Boca si radunavano le baracche degli schiavi di colore. Fu soltanto alla fine dell’Ottocento che fu popolata da immigrati, specialmente Genovesi, che contribuirono a formare l’attuale aspetto del “bairro” – gli abitanti del quale ancora si fanno chiamare Xeneizes, deformazione del termine eponimo Genovese.
Le casette sono i “conventillos”, baracche di lamiera che normalmente venivano costruite su un rialzo di cemento per evitare di essere inondate – vista la frequenza con la quale questa zona della città si allaga, essendo proprio sulla bocca del fiume Riachuelo (di lì il nome Boca). Furono pitturate con le vernici che avanzavano ai marinai e, dal momento in cui spesso il prodotto non bastava per coprire un’intera baracca di un solo colore, si utilizzavano diverse tonalità. Ecco spiegato il segreto dell’allegria. All’interno dei “Conventillos” c’erano degli spazi comuni e moltissime stanze di minuscole dimensioni in cui alloggiavano le persone. Trattandosi di baracche spesso improvvisate, non veniva rispettata alcuna regolarità circa l’altezza dei balconi o delle finestre o delle porte, fatto questo che ha contribuito a mischiare le varie culture che, attraverso gli sfasamenti, si toccavano. In quanto zona marginale, nella Boca si trovavano numerose prostitute, ubriachi, artisti, giocolieri, tutte quelle figure cioè che abitano generalmente le parti povere o non borghesi. È in effetti storicamente una zona popolare con un carattere deciso (si pensi che bel 1876 gli abitanti provarono a separarsi amministrativamente dalla capitale!), considerata ancora oggi pericolosa (guai ad allontanarsi dal “Caminito” segnato, dicono!) a causa dell’elevato numero di furti e assalti. Il Boca Juniors, squadra di calcio locale, è “teoricamente” il team del popolo, mentre il River Plate conta con un altro tipo di tifoseria; l’attrito tra le due squadre, oltre ad essere calcistico, è soprattutto sociale.
Insomma, l’essenza popolare della Boca rivive oggi fuori dalle mura variopinte del “Caminito”, da dove eppure tutto ha preso inizio. Ma si sa, il turismo prende le caratteristiche proprie di un luogo e le carica all’estremo, immobilizzandole in stereotipate immagini. È uno spettacolo, non c’è che dire. Nel vero senso della parola.

 

 


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In un viaggio, a movimenti orizzontali (gli spostamenti) corrispondono movimenti verticali (il contatto); fili si intrecciano fino a creare la trama di un vicentino in giro per il mondo.

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