Ricette tutte italiane dal sapore argentino

circolo

L’antica ricetta delle “sarde in saor”, emblema della cucina veneziana, risale – sembrerebbe – addirittura al 1300, quando, col fiorire della città lagunare alla conquista dei mari, si necessitava di cibo durevole da mettere nella stiva delle navi.

Il “saor” (sapore), salsa agrodolce di cipolla, aceto e uvetta, nasceva come maniera di conserva più che come elaborato artefatto culinario; l’abbondante cipolla infatti serviva a uccidere i batteri e a proteggere il pesce – quando non a nasconderne il cattivo sapore. Col tempo poi la ricetta si è allargata, passando dalle salsedinose assi di legno dei vascelli alle bianche porcellane dei signori, e di fatti è oggi il piatto simbolo della festa del Redentore veneziana. Citata da Goldoni, pare che questa ricetta abbia accompagnato anche Marco Polo nei suoi memorabili viaggi, come a dire che un pezzetto di casa si deve sempre portarselo dietro.
Il torciglione è un dolce umbro, generalmente natalizio, il nome e la creazione del quale è da attribuirsi alle monache di Isola Maggiore del Trasimeno, ai tempi del basso medioevo. Si racconta che in occasione di una visita al convento da parte di alti prelati, le monache, non avendo più pesce, improvvisarono un impasto di mandorle, uova e zucchero che avesse la forma di un’anguilla. In verità, il dolce affonda le sue radici nelle profondità dell’antico mondo pagano, dove il serpente – torciglione – indicava il rinnovarsi della vita e la ciclicità del tempo. Anche se l’epoca medievale, ossessionata dall’idea dell’Armageddon incombente, diede al buon dolce il simbolo di serpente dell’Apocalisse, al quale si doveva tagliare la testa – e mangiarsela! – per sconfiggerlo.
Sempre monacale è la creazione delle “varchiglie alla monacale”, oggi raffinato artefatto della pasticceria cosentina. Le Carmelitane scalze, sempre attorno al 1300, ma stavolta nei pressi di Cosenza, inventarono della barchette (da qui il nome varchiglia, che deriva dallo spagnolo barquilla) di pastafrolla ripiene di mandorle e zucchero. Intorno al 1800, con la maggior diffusione del cacao, le barchette hanno iniziato ad essere sommerse di cioccolato fondente ed essere proposte nei salotti buoni della città, dove spopolavano. Oggi, sono un’immancabile tradizione.
Questi tre percorsi della cucine italiana saranno i protagonisti, assieme ad altri piatti tradizionali, del festival gastronomico In bocca al circolo! organizzato dall’associazione Giovani del Circolo Italiano di Buenos Aires. Le regioni rappresentate sono Veneto, Umbria e Calabria, per ognuna delle quali verranno proposti alcuni tra i cibi più emblematici.
La fame di identità che caratterizza l’Argentina passa anche per l’appetito. La cucina può dire molto su chi siamo, aiutandoci a capire per dove siamo passati, qual è stato il giro di boa. Come abbiamo visto, un boccone contiene lontani itinerari di creazione che hanno perso dei pezzi per strada, che ne hanno aggiunti degli altri, dato taluni significati o tolti talaltri quando non più validi.
Per chi li mangia in Argentina ora, specialmente per i giovani con cognomi italiani ereditati da nonni o bisnonni scomparsi, questi bocconi raccontano una storia che chi li mangia in Italia non potrebbe capire del tutto. Raccontano di un viaggio di speranza fatto attraverso l’oceano con una valigia di cartone, la maggior parte delle volte sapendo che si trattava di un viaggio di sola andata. La maggior parte delle volte senza sapere se si sarebbe mai tornati a mangiarli ancora, gli amati piatti infarinati col Tempo di casa.
Ecco perché mangiarli qui, ora, ha tutto un altro sapore. Passano per una storia che in Italia non racconterebbero. Altro giro di boa, altre vie da considerare, altri sapori.
Un sapore, direi, tipicamente argentino.

 

MundusSories-logo

In un viaggio, a movimenti orizzontali (gli spostamenti) corrispondono movimenti verticali (il contatto); fili si intrecciano fino a creare la trama di un vicentino in giro per il mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *