Chiampo: Frati 2.0

Chiampo Frati 2.0

Scacciati da Vicenza a causa della soppressione degli ordini religiosi con le leggi eversive del biennio 1866/1867, i quattro francescani arrivati a Chiampo 150 anni fa non avrebbero mai immaginato che quel luogo sarebbe diventato un Santuario che attira mezzo milione di persone ogni anno, da tutta Italia e anche dall’estero.

Il 2017 è un anno importante per fare memoria e guardare avanti.

“Ricordare i 150 anni di presenza francescana a Chiampo rappresenta un’occasione per volgere lo sguardo al passato, ma non solo – ci spiega padre Giuseppe Bonato, il Guardiano. È il racconto di questa storia di relazione viva tra il popolo di questa vallata e i frati che si sono susseguiti negli anni. L’evoluzione da una realtà legata al Collegio missionario serafico a quella che negli anni si è sviluppata in realtà di Santuario, partendo dall’intuizione artistica del beato Claudio che ha fatto di questo luogo una piccola Lourdes con la riproduzione della Grotta, dove ora lui riposa e, in seguito, la Via Crucis e la nuova Chiesa, luoghi non solo d’interesse artistico ma soprattutto di preghiera dove l’arte aiuta a elevare lo spirito”.

I mosaici di p. Marko Ivan Rupnik nella chiesa del Beato Claudio sono sicuramente un’opera d’arte da valorizzare.

“E sono inoltre un’opportunità di catechesi per i tanti pellegrini attraverso le immagini e una ricca teologia. Anche i singoli pellegrini con l’aiuto della guida (ora in una nuova versione grafica) possono leggere e gustare la bellezza del mosaico nelle sue varie particolarità”.

In che modo pensate di diffondere sempre di più la devozione al beato Claudio?

“Il beato Claudio è conosciuto anche oltre i confini nazionali, grazie alla nostra rivista e ai libri scritti sulla sua vita e, negli ultimi anni, attraverso il sito e la pagina Facebook. L’ultima novità: per permettere una maggiore conoscenza del Beato, sono disponibili nella libreria online di Berica Editrice le varie biografie e gli scritti”.

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