Il nuovo allenatore del Chiampo è uno scittore

allenatore del chiampo

La passione di Fabio Nicolè per lo sport e per il calcio in particolare viene da lontano, dal papà Bruno campione della Juventus e della Nazionale negli anni 50 e 60 a cui ha dedicato un libro uscito di recente per Berica Editrice.

Dalla sua esperienza come allenatore e preparatore nelle giovanili del Vicenza e nell’Arzignano, passando per Montecchio Maggiore e Schio, dalla sua attività che consiste nel portare i bambini allo stadio del Sassuolo per educarli a questo mondo così affascinante ma oggi anche complicato.

Nuova avventura a Chiampo: cosa ti ha convinto di questo progetto?
“Chiampo è una società storica nell’ambito del calcio dilettantistico, io per una decina d’anni ho collaborato con varie funzioni (giocatore, allenatore e responsabile di settore giovanile) con l’Arzignano, quindi conosco abbastanza bene la vallata. Mi piace l’idea di dare una mano per ricostruire un ambiente che è uscito abbastanza traumatizzato dalla recente retrocessione”.

Obiettivi?
“Far bene, si proverà a costruire una società che punti a rimanere nei quartieri alti della classifica, cammin facendo si vedrà se si potrà puntare a qualcosa di più oppure se dovremo costruire per l’annata successiva. Un giusto mix tra giovani e vecchi dovrà cercare di ridare entusiasmo ad un ambiente che ha tanta voglia di riscossa”.

Una passione, quella per il calcio e per lo sport, che ti sta portando in giro per l’Italia ad accompagnare i bambini allo stadio…
“Sì, da un paio d’anni collaboro con il Sassuolo nella promozione di una fantastica iniziativa che entusiasma i bambini appassionati di calcio: “Tutti al Mapei Stadium” è una giornata durante la quale facciamo vivere il “dietro le quinte” della vita dello stadio in occasione delle partite di calcio di serie A.
Vogliamo far vivere delle emozioni indimenticabili a questi piccoli bambini e soprattutto far conoscere da vicino i protagonisti del loro album delle figurine”.

Come se non bastasse, hai appena pubblicato un libro su tuo padre, Bruno Nicolè, campione della Juventus e della Nazionale negli anni 50 e 60.
Il tutto nasce dalla volontà di raccogliere il materiale giornalistico e non solo che riguardava il papà, poi aver conosciuto Gianni Mura è stata la miccia che ha acceso in me la voglia di dedicargli un libro.
Io sono sempre stato definito “il figlio di Bruno Nicolè” e così questa pubblicazione vuole essere una ricerca su chi era mio papà e in che cosa in fin dei conti ha influenzato la mia formazione sportiva e professionale.
Un regalo al papà, una ricerca di me stesso.

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“Bruno Nicolè. Ho amato lo sport ho scelto il calcio, ho amato il calcio ho scelto lo sport” è disponibile qui

 

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