Sovizzo: Giornata della memoria con “Der Musik Macht Frei”, spettacolo fra musica, prosa e ricordo

Der Musik Macht Frei

Giornata della Memoria, Dal lager musica per vivere nello spettacolo “Der Musik Macht Frei”, in auditorium.

L’assessorato alla Cultura del Comune di Sovizzo invita allo spettacolo “Der Musik Macht Frei – Dal lager musica per vivere”, organizzato in occasione della Giornata della Memoria e del Giorno del Ricordo con la collaborazione della Biblioteca Civica. L’evento, che fa parte del programma del ciclo di eventi “Il Paese dei Libri 2018 – Libertà” è in programma:

VENERDÌ 26 GENNAIO
ore 20.45
Auditorium dell’Istituto Comprensivo
Sovizzo

Una serata dedicata al ricordo di un triste capitolo della storia dell’umanità, che è importante non dimenticare e tramandare alle nuove generazioni per coltivare i sentimenti di speranza e fratellanza che stanno alla base del vivere umano.
Durante lo spettacolo, curato dalla Prof.ssa Raffaella Calgaro in collaborazione con il CPMS di Sovizzo, le letture di Marina Gianesini e Luca Toschi saranno accompagnate da alcuni brani musicali a cura di Silvia Belloro, Paolo Cervino, Alessandro Dalla Vecchia, Corrado Ghiotto, Luciano Maran e Deborah Noardo.

Un abbraccio tra musica e prosa che vuole raccontare il messaggio di speranza contenuto nella musica che ha continuato ad animare lo spirito dei deportati, come nel caso della giovane musicista ebrea Eva Maria Levi. Il 12 novembre 1943 la 21enne violinista Eva viene arrestata, insieme ai suoi famigliari vicino a Varese e deportata dai nazi-fascisti a Birkenau, uno dei campi principali di Auschwitz. Eva e suo fratello Enzo superano le selezioni, ma il loro destino è quasi sicuramente segnato. Prima di uccidersi gettandosi sul filo spinato, nel giugno del 1944, Eva Maria affida al suo violino l’ultimo messaggio per il fratello: scrive su un pezzo di carta i numeri da prigioniero di Enzo, alcune note musicali, il disegno di un filo spinato e la frase Der Musik Macht Frei (la musica rende liberi, con gli errori di grammatica di un’italiana che il tedesco non lo conosce bene). E lo incolla alla parete interna del suo strumento. Arriva il giorno della liberazione, il 27 gennaio 1945, ed Enzo Levy è uno dei pochi sopravvissuti. Il ragazzo torna a Torino portando con sé il violino di Eva, che finirà anni dopo in un negozio di antiquariato.

Ingresso libero.

 

Redazione Web

19/01/2018

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