FlowTalk in Basilica Palladiana, artisti e filosofi a confronto

flowtalk

Il 17 settembre 2015, per l’opening della mostra “Flow. Arte contemporanea Italiana e Cinese in dialogo”. Sabato 19 settembre l’apertura al pubblico

Ancora pochi giorni e il 17 settembre in Basilica Palladiana inaugurerà la mostra”Flow. Arte contemporanea Italiana e Cinese in dialogo”, ideata da Maria Yvonne Pugliese e da lei curata insieme Peng Feng, professore di estetica alla Peking University.
L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale YARC in collaborazione con il Comune di Vicenza, è molto di più che una affascinante mostra d’arte. È un progetto che punta a cogliere gli stimoli provenienti dall’arte contemporanea per proporre una riflessione su ciò che, in termini di idee, essa sottende. Che è poi anche ciò che sottende alle forme di pensiero, alle percezioni e al vivere quotidiano.

“Flow è un progetto prima ancora che una mostra il cui cuore è la riflessione culturale e filosofica di cui il nostro tempo ha particolarmente bisogno, per darci gli strumenti per leggere e comprendere in profondità una realtà sempre più complessa, senza le semplificazioni e la superficialità che spesso caratterizzano il nostro presente – ha sottolineato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci -. Sarà interessante calarsi nel confronto dialettico tra Oriente e Occidente che animerà le sale del percorso espositivo dove trova spazio una mostra di arte contemporanea che si configura come una nuova sfida per la Basilica palladiana, luogo ricco di tradizione simbolo della volontà di reinventarsi. Ringrazio il consigliere comunale Raffaele Colombara che ha avuto l’intuizione di ospitare proprio qui a Vicenza questa esposizione”.

“Per comprende e confrontare le nostre culture ci affidiamo all’arte poiché il linguaggio visivo è universale e quindi idoneo a questo scopo – ha spiegato lacuratrice Maria Yvonne Pugliese -. Il linguaggio visivo, a differenza di quello verbale, non è vincolato a codici prestabiliti e va quindi oltre gli schemi culturali pre esistenti. Questo ci permetterà di comprendere delle differenze di base per migliorare la consapevolezza e il fascino di visioni diverse della vita e potrà essere occasione per ragionare sui motivi delle difficoltà di comprensione anche a livello commerciale. Ci affidiamo alla filosofia – prosegue Pugliese – che ci permette di descrivere e confrontare i piani teoretici delle nostre culture e di creare un raffronto con il piano della fenomenologia contemporanea. Abbiamo riservato una lunga meditazione sulla scelta della lingua di questo dialogo. Ogni cultura esprime pienamente se stessa solo attraverso il proprio linguaggio. Per questo, pur rinunciando alla comodità, abbiamo deciso di non utilizzare la lingua inglese poiché in questo caso entrambe le parti si sarebbero espresse in una lingua non propria. Pertanto si parlerà italiano e cinese con traduzione consecutiva. Questo permetterà di mantenere agli atti una registrazione fedele del pensiero dei relatori”.

Nel pomeriggio del 17 settembre dalle 15.30 fino a prima dell’inaugurazione, prevista per le 18.30, all’interno del salone della Basilica un pubblico di esperti del settore (ingresso su invito sia al FlowTalk sia all’inaugurazione) sarà chiamato a prender parte a quello che dagli organizzatori è stato definito FlowTalk: un dialogo tra artisti e filosofi italiani e cinesi. Interverranno il professor Peng Feng, Vice presidente del Dipartimento di Estetica della Peking University, il  professor Marcello Ghilardi, ricercatore in Estetica all’Università di Padova ed esperto di estetica orientale, gli artisti Iler Melioli, Stefano Arienti, Peng Si, Zhang Fangbai. Seguiranno la tavola rotonda anche altri artisti protagonisti della mostra e tutti i presenti saranno stimolati non solo ad assistere ma anche a prendere la parola, discutere e ragionare.
Il confronto verterà su temi che si prefigurano stimolanti: il rapporto tra tradizione e innovazione, quello con la natura, il significato dell’opera d’arte rispetto al simulacro della comunicazione, il ruolo dell’artista nei confronti della società contemporanea.

Il FlowTalk verrà filmato, montato con voiceover per le traduzioni e poi mandato in loop durante tutto il periodo della mostra.
Il FlowTalk rappresenta il cuore del progetto della mostra. I contenuti che verranno trattati sono nati dopo aver visionato le opere proposte dai singoli artisti, il che stimolerà un confronto che travalichi la pura analisi delle opere in mostra.

Il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci e Maria Yvonne Pugliese, curatrice della mostra (con Peng Feng) hanno visitato oggi, insieme al consigliere comunale Raffaele Colombara, il grande salone al primo piano della Basilica palladiana dove l’allestimento è visibile quasi nella sua totalità, a parte la sezione video e le opere degli artisti Alberto Scodro e Tamara Repetto. Oggi erano presenti anche gli artisti Iler Melioli, Elena Pugliese, Cristina Treppo che stanno completando l’allestimento delle loro opere.

La visita della mostra ha un percorso dettato delle pannellature esistenti: non sono previste sezioni perché il senso di FLOW è anche quello di recuperare un rapporto diretto dello spettatore con le opere e una fruizione più libera da letture già date. Gli artisti stessi daranno voce alla propria ricerca in alcuni contributi e video messi a disposizione del visitatore durante il percorso.

Alcuni spunti di riflessione sulla poetica degli artisti presenti oggi:

“Il nostro sguardo rivolto alle cose è sempre mediato da un sapere, da una memoria, da una cultura, per questo motivo il lavoro di ricerca investe sempre una sorta di autocoscienza, un’esperienza aperta al linguaggio e al suo divenire che l’autore deve attuare e deve costantemente rigenerare”.
Iler Melioli

“Dove va a finire tutto ciò che abbiamo elaborato?
Passiamo la vita a costruirci un nostro sguardo sulle cose, un nostro pensiero critico, formulare delle risposte, le nostre verità.
Il pensiero non ha voce, è un patrimonio invisibile”.
Elena Pugliese

“Vivere al tempo della distruzione è una serie a cui sto lavorando. Quello che resta, quello che va perso. Fare i conti con la storia. Impossibile evitare il peso. Desiderio di costruire, desiderio di distruggere”.
Cristina Treppo

Gli altri artisti in mostra: Aisa Jiang Tuerxun, Stefano Arienti, Bianco-Valente, Stefano Cagol, Alberto Scodro, Piero Gilardi, Hu Guoqing, Huang Yan, Massimo Kaufmann, Li Hongbo, Marcantonio Lunardi, Mu Boyan, Laurina Paperina, Peng Si, Tamara Repetto, Serse Roma, Wang Rui, Patrick Tuttofuoco, Dany Vescovi, Zhang Fangbai, Zhao Xu.

Il FlowTalk e il vernissage di giovedì 17 settembre sono entrambi su invito.
La mostra aprirà al pubblico sabato 19 settembre e sarà visitabile fino all’1 novembre, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20 e sabato e domenica dalle 11 alle 20. Il biglietto d’ingresso a 5 euro consente di vistare la mostra, il loggiato e la terrazza della Basilica.

Sponsor tecnici: Scortrans Logistic World Wide, Anthea Risk Menagement, Fototecnica servizi digitali, Fotografica Lorenzo Ceretta, Diogene multimedia.

Per informazioni: L’Associazione Culturale YARC – Yvonneartecontemporanea, borgo Santa Lucia 8 Vicenza; www.mariayvonnepugliese.it -info@yvonneartecontemporanea.com
Ufficio stampa: Studio Esseci, Sergio Campagnolo, tel. 049.663499
Ulteriori in informazioni ed immagini: www.studioesseci.net

 

Comune di Vicenza

Redazione web 14-9-2015

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