Distretto della Pelle: una filiera della concia sempre più green

filiera della pelle

Ciclo di seminari di presentazione delle esperienze aziendali nel progetto Tecniche di sostenibilità ambientale applicate lungo la filiera della pelle”.

La filiera della concia diventa protagonista di un modello di sviluppo innovativo e pionieristico, fondato non solo sulla consapevolezza dell’imprescindibilità di un approccio sostenibile ma soprattutto sull’importanza di estenderlo dalla singola azienda a un intero sistema.

Quattro aziende del settore – Conceria Dani, Conceria Laba, il calzaturificio AKU e l’azienda di prodotti chimici Corichem – sono state le protagoniste del progetto di formazione “Tecniche di sostenibilità ambientale applicate lungo la filiera della pelle”, finanziato dalla Regione Veneto, nell’ambito del Fondo Sociale Europeo, che ha preso il via lo scorso aprile e che è giunto ora alla sua fase conclusiva.

Per condividere queste conoscenze e buone pratiche di sviluppo, il Distretto della Pelle ha organizzato, a partire dal 14 marzo, un ciclo di seminari in cui le aziende che hanno preso parte al progetto presenteranno la propria personale esperienza e i risultati raggiunti. Coadiuvate dagli esperti che le hanno affiancate nel percorso – lo studio di consulenza ambientale Aequilibria e la società di revisione Deloitte – parleranno di bilancio di sostenibilità, dichiarazione ambientale di prodotto e del legame tra sostenibilità, strategia d’impresa e marketing.

“Bilancio di sostenibilità e dichiarazione ambientale di prodotto o EPD (Environmental Product Declarations) – spiega Guido Zilli, Responsabile Sostenibilità e Sviluppo Risorse Umane di Dani spa, azienda coordinatrice del progetto – sono gli strumenti principali attraverso cui conoscere e misurare il proprio impatto, dall’utilizzo delle materie prime alla gestione dei reflui, per individuare di conseguenza gli ambiti di miglioramento. Non solo, rappresentano un efficace strumento di comunicazione verso l’esterno che può essere validato da enti terzi e quindi trasformarsi in certificazione, oltre che un segno di attenzione per il cliente e consumatore finale”.

“Il valore aggiunto di un progetto come questo – spiega Paolo Gurisatti, presidente del Distretto della Pelle – è proprio il ragionamento in ottica di filiera, il confronto tra aziende e la collaborazione tra diversi enti e soggetti del territorio che si riconoscono parte di un sistema. In questo senso diventa fondamentale anche il coinvolgimento della scuola. I seminari saranno riproposti dalla metà di aprile anche agli studenti dell’ITIS Galilei che potranno così confrontarsi direttamente con queste nuove procedure di certificazione ambientale”.

 

 

Ufficio Stampa Distretto della Pelle

Redazione web 13/03/2017

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