“Alice”, i Momix ospiti del Teatro Romano

Nel mondo magico è relativo conoscere il pensiero del poeta, conta quello che ti arriva al cuore: la magia sta nell’aprire le anime ma la pressione cresce sempre perché l’asticella si alza con le aspettative.

Così ad ogni nuovo spettacolo dei Momix ci si chiede se riusciranno a stupirci ancora e ad emozionarci di più. Quando escono le date allora si tentenna, ma il dubbio viene surclassato dall’astinenza che la voglia di loro suscita. Semplicemente dopo la prima volta non ne puoi più fare a meno, e diventi un Momix addicted: smettere è impossibile. 

All’entrata al teatro c’è quel clima tipo countdown lancio del razzo sulla luna: il momento di paura della disillusione. Ma dura fino a quando si spengono le luci e un’altalena sospesa nel cielo inizia un movimento ritmico fino a prendere il volo: rapiti tutti e via, con gli occhi spalancati e le orecchie tese come quelle dei conigli di Alice, che impazzano a ritmo di musica psichedelica in un’atmosfera molto underground. 

È il paese delle Meraviglie dei Momix, quello dove si scompare in un cilindro e non in una botola sotto il palco, dove si indossano abiti che cambiano le proporzioni, le percezioni e le sensazioni, senza neppure doverli indossare. Un mondo mascherato dove la tensione si confonde con la paura e si mescola con la leggerezza di quel palco, che, quando ci sono loro, la legge di gravità non esiste. 

Alice è dentro di noi, e i ballerini sono scomparsi con un ultimo salto verso l’infinito, nascosti nel buio oltre la siepe, dove tra conigli e uomini non c’è mai stata alcune differenza. E dove i ragni giganti non fanno paura a nessuno: se non è magia questa…

Paolo Tedeschi

02/08/2019

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