Azienda Zero e punto nascite Valdagno, consigliera Regionale Guarda:”Sindaci non contano più nulla”

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Azienda Zero e punto nascite dell’ospedale di Valdagno, la Consigliera regionale Cristina Guarda: “I Sindaci non contano più nulla: la Regione non li ascolta più!”.

“Con l’Azienda Zero voluta dal Governatore Zaia, i Sindaci conteranno sempre meno in tema di sanità. Quello che sta accadendo con il punto nascite di Valdagno potrebbe accadere sempre più frequentemente”. Lo sostiene la Consigliera regionale Cristina Guarda alla vigilia del Consiglio regionale in cui si parlerà appunto della riforma sanitaria regionale e dell’Azienda Zero.

“Valdagno è l’esempio eclatante di come le conferenze dei Sindaci non avranno più senso di esistere e saranno ridotte a semplici aule di consultazioni di opinioni, senza nessuna voce in capitolo. Il vero rischio è che il territorio non avrà più voce.
Le mamme e i cittadini dei sei Comuni che gravitano attorno a Valdagno hanno ragione a chiedere a gran voce che il punto nascite rimanga al San Lorenzo, perché  l’ospedale esiste per servire una popolazione che vive in una valle montana, con residenze diffuse su contrade e rilievi collinari e montuosi, persone che ora saranno costrette a percorrere lunghe distanze per recarsi in altri ospedali di zona”.

“Per giustificare la chiusura del servizio a Valdagno e lo spostamento temporaneo ad Arzignano – continua Cristina Guarda -, il Governatore Zaia scarica il barile sul Governo che ha fissato a 500 il numero delle nascite minime per tenere aperto un reparto natalità (un atto firmato, tra l’altro, nel 2010 dal Governo Berlusconi e Lega), ma si dimentica che si può e si deve indicare il San Lorenzo come ospedale di montagna, come è accaduto per Asiago e Pieve di Cadore, il che consentirebbe di tenere aperto il punto nascite”.

“Una volta spostato, difficilmente il punto nascite tornerà al San Lorenzo: – continua la Consigliere – tagliare i servizi costa meno di garantirli e Venezia l’ha imparato da tempo, visto che preferisce recuperare i fondi della sanità per finanziare i continui Project Financing sanitari. Ma temo anche una situazione più grave: quando diverrà operativo il nuovo ospedale a Montecchio e l’ortopedia tornerà in sua gestione, senza di essa e senza il punto nascite che fine farà il San Lorenzo? La domanda è lecita, ma la risposta ad oggi non è data a sapersi. Forse la pianificazione a lungo periodo manca o forse non conviene renderla nota”.

“Spero dunque che la maggioranza prenda in considerazione di classificare il San Lorenzo come ospedale di montagna, tenendo conto dell’ubicazione e del contesto geografico in cui si trova. Sarebbe la soluzione giusta per mantenere un servizio importantissimo, a tutela delle famiglie e delle mamme”.

 

 

 

Ufficio stampa Cristina Guarda

Redazione web 21/06/2016

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