Boom di randagi sul territorio: quasi 500 stalli da inizio anno

Boom di randagi

Parafrasando la celeberrima locuzione latina cave canem, qui si potrebbe dire cave cattum… “attenti al gatto”! L’Ovest Vicentino è, infatti, sommerso di mici. Nonostante la nomea di mangiatori di felini, si registrano numeri da capogiro per quanto riguarda i gatti senza padrone.

I DATI. Ne sanno qualcosa a Gattoovest, associazione impegnata nella salvaguardia dei gatti randagi proprio nel territorio dell’Ovest Vicentino. «Da gennaio a ora ne abbiamo stallati 461: nel dettaglio, 118 adulti e 343 cuccioli» spiegano i volontari. Per “stallo” si intende ospitare e accudire temporaneamente un gatto finché non viene adottato da una famiglia. «Purtroppo ogni anno è sempre peggio – continuano dall’associazione –: non abbiamo più neanche il tempo di respirare. Trascuriamo la vita sociale e le nostre famiglie».
Ma non è tutto negativo: «Fortunatamente si aggiungono di tanto in tanto delle validissime collaboratrici. Anche se non sono mai abbastanza».

L’APPELLO. Molti hanno l’idea che i gatti adulti sappiano arrangiarsi anche da soli, ma si tratta solo di un falso mito. Si pensi solo alla difficoltà di reperire dell’acqua potabile. «I gattini che troviamo sono in parte abbandonati – racconta Gattoovest –, ma tanti altri sono il frutto di mancate sterilizzazioni». L’associazione vicentina lancia in questo senso un appello: «Bisognerebbe che i legislatori avessero il coraggio di obbligare i privati a sterilizzare i propri gatti; altrimenti, il problema diventerà sempre più ingestibile».

Redazione web
29/06/2021

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