Botta e risposta tra Tar del Veneto e Federcaccia

Ha suscitato non poche polemiche la decisione del Tar del Veneto di sospendere la caccia a cinque delle sette specie autorizzate nelle giornate di pre-apertura del Calendario venatorio 2020-2021.

Il Tribunale amministrativo Regionale del Veneto, presieduto da Maddalena Filippi, ha infatti accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste (Lipu Wwf, Enpa, Lav e Lac) annullando, a partire da oggi, “l’abbattimento in preapertura della specie della gazza, della ghiandaia, della cornacchia grigia e nera, nonché della tortora selvatica”.

Immediata la reazione della Federcaccia del Veneto che, tramite comunicato, ha chiesto all’assessore all’agricoltura e alla caccia Giuseppe Pan una delibera che consenta il prelievo della tortora.

“Federcaccia ha già provveduto a richiedere alle Istituzioni regionali una immediata delibera che consenta già da domani il prelievo della tortora selvatica – afferma il consigliere di presidenza nazionale Oscar Stella –. Ricordo che il Ministero e Ispra ritengono corretta una previsione di due giornate di prelievo in preapertura alla specie con un prelievo massimo di 5 capi giornalieri. Altri Tar hanno già ritenuto sufficienti le motivazioni prodotte dal nostro Ufficio studi e ricerche a sostegno della preapertura alla tortora, quindi mi aspetto dalla Regione un urgentissimo riscontro che risolva questa assurda penalizzazione dei cacciatori del Veneto”.

“Prendo atto del decreto di sospensiva – il commento dell’assessore Giuseppe Pan alla decisione del Tar – adottato in via cautelare, dato che la camera di consiglio non poteva riunirsi prima del 2 settembre. Osservo che la sospensiva non riguarda il prelievo venatorio in pre-apertura di merlo e colombaccio, specie in sovrannumero, secondo le valutazioni dei nostri tecnici e dell’Ispra, analogamente alle altre cinque indicate dal calendario regionale faunistico-venatorio e oggetto del provvedimento del Tar. Specifico inoltre che la sospensiva non interessa l’apertura della stagione venatoria che rimane confermata per tutte le specie. Spiace che questa decisione, che risponde in modo puntuale e solerte alle  istanze dei ricorrenti senza peraltro entrare nel merito del bilanciamento degli opposti interessi – prosegue l’assessore –  venga a cadere nei giorni della vendemmia e delle raccolte ortofrutticole, quando la presenza in sovrannumero di alcune specie invasive come i corvidi, rappresenta una minaccia ancor più grave per coltivazioni e raccolti. Convocherò con urgenza le associazioni del mondo venatorio per informarle e valutare insieme le prossime azioni da intraprendere in sede amministrativa e legale”.

La Lipu invece fa sapere che la caccia alla tortora selvatica potrebbe portare ad una procedura di infrazione da parte della commissione europea:

“La persistente caccia alla tortora selvatica – dichiara Aldo Verner, presidente della Lipu-BirdLife Italia – espone l’Italia alla concreta ipotesi di procedura di infrazione da parte della Commissione europea, che sulla materia ha già proceduto contro la Francia e la Spagna. Gran parte dell’Europa è impegnata a far sì che la tortora selvatica possa essere salvata, ma non le regioni italiane, che tra stratagemmi e scorrettezze ancora una volta hanno favorito i cacciatori, mancando al ruolo primario di protezione della natura. Un atteggiamento grave, al limite del costituzionale, che stiamo valutando attentamente per agire di conseguenza”.

 

Redazione web
02/09/2020

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