Brasile in piazza

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Ieri in Brasile duecentomila persone sono scese in piazza in molte città del paese per partecipare alle più grandi manifestazioni degli ultimi vent’anni. Il Brasile non assisteva a una protesta così grande dal 1992, anno in cui i brasiliani scesero in piazza per schierarsi contro la corruzione del governo dell’ex presidente del Brasile, Fernando Collor de Mello.

La manifestazione di Rio de Janeiro è stata la più grande: hanno partecipato centomila persone ed è durata sette ore. Ci sono stati anche degli scontri con la polizia intorno al parlamento. Sono intervenute le forze militari, che hanno usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma. I manifestanti hanno lanciato bombe molotov. Ci sono stati diversi arresti, e venti poliziotti e sette manifestanti sono stati feriti, racconta il quotidiano Folha de São Paulo.

A Brasilia un gruppo di manifestanti è salito sul tetto del parlamento brasiliano.

I motivi della protesta. I brasiliani sono scesi in piazza contro gli sprechi e le spese eccessive sostenute dal governo per i mondiali di calcio del 2014. Il governo brasiliano è guidato dalla presidente Dilma Rousseff, un’ex guerrigliera al tempo della dittatura militare diventata braccio destro del presidente Luiz Inácio Lula da Silva e poi eletta presidente nel 2010 con il Partito dei lavoratori (Pt).

“Non è per qualche centesimo, è per avere diritti”, è uno degli slogan della manifestazione di São Paulo, dove già il 14 giugno migliaia di persone erano scese in piazza contro l’aumento delle tariffe dei trasporti locali passate da 3 reais a 3,20 reais. Secondo i manifestanti quello che li ha portati in piazza è la mancanza di servizi di base, a fronte di una spesa straordinaria per le grandi opere e per i campionati mondiali di calcio del 2014.

 

Internazionale

Redazione web 18-06-2013

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