Buon viaggio Pablito: l’intervista al Corriere Vicentino

In un anno già funestato da numerosi lutti, dai quali non è stato sicuramente risparmiato il mondo del pallone, anche la Vicenza sportiva piange i suoi grandi che non ci sono più. Dopo Ernesto Galli e Mario Maraschi, è di queste ore la notizia della scomparsa di Paolo Rossi, 64 anni, dopo una grave malattia.

Noi lo vogliamo ricordare con un’intervista rilasciata lo scorso anno a Luisa Nicoli, per il Corriere Vicentino.

 

 

È stato un campione del mondo, nel 1982 in Spagna. Ha vinto il Pallone d’oro. Senza contare coppe e scudetti di una carriera incredibile. Ma Paolo Rossi, 62 anni, nativo di Prato ma vicentino d’adozione, quando arriva al Menti ancora oggi non riesce a nascondere l’emozione. E da ambasciatore del L.R. Vicenza, ruolo affidatogli dal patron Renzo Rosso, racconta di essere orgoglioso quando viene identificato, lui il Pablito nazionale, con Vicenza e i colori biancorossi.

“Mi fa un piacere enorme” confessa. Con quel sorriso e quella parlata, che non nasconde le origini toscane, che fa da sempre simpatia. È tornato allo stadio qualche settimana fa. Sciarpa biancorossa al collo, a dimostrazione di un affetto immutato per la piazza, “qui sono cresciuto e sono arrivato al calcio che conta” precisa, Paolo Rossi ha analizzato la situazione della società berica, del campionato di serie C, ripercorrendo, inevitabilmente, anche il nastro dei ricordi. “Vicenza è casa mia, il mio posto. È come essere in famiglia, come tornare a casa. Quando entro al Menti mi scorrono in mente una serie di immagini. E mi sembra ieri. È come se ripercorressi i primi passi, la prima squadra, il professionismo importante, le prime convocazioni in nazionale. Ci sono tante cose dentro a quella maglia biancorossa. Non ho mai sentito un legame così forte con le altre piazze in cui ho giocato. A Vicenza ritrovo tutto l’affetto, i ricordi più belli”.

A Vicenza Paolo Rossi arrivò dal Como nell’estate del 1976, diventando il miglior marcatore della serie B, con 21 reti e conquistando la promozione in A, per poi confermarsi capocannoniere con 24 gol nella massima serie. Era il Real Vicenza di G.B. Fabbri, che arrivò secondo alle spalle della Juventus. E oggi da ambasciatore nuovamente in maglia biancorossa chiede fiducia e pazienza al pubblico vicentino.

“La società è stata acquistata dopo il fallimento e questo è un anno di transizione. Usciamo da una situazione disastrosa, bisognava far ripartire tutto. L’obiettivo serie B c’è ma non era dichiarato già quest’anno. C’è una buona squadra, nei primi 7/8 posti ci sta. In corsa ha trovato anche qualche difficoltà, ma resta l’obiettivo play-off. Oltre alla Coppa Italia. Gli ultimi acquisti hanno rinforzato il gruppo, portando qualcosa di positivo verso la strada del miglioramento. Adesso bisogna cercare di compattarsi e di fare il meglio possibile. Di essere un minimo costruttivi e guardare in prospettiva. E di non perdere la fiducia in un progetto, quello di Renzo Rosso, che è stato costruito a lungo termine per riportare in alto il Vicenza”.

 

 

 

Redazione web
10/12/2020

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