Caritas Diocesana Vicentina: Al via il corso per nuovi psicologi volontari del Servizio di Sostegno Psicologico

Nel 2019 il servizio ha accompagnato 61 persone.

Il Servizio di Sostegno Psicologico di Caritas Diocesana Vicentina, coordinato dalla psicologa psicoterapeuta Serena Bimbati, cerca nuovi psicologi volontari e lo fa attraverso un corso, il quinto da quando è attivo, che mira a fornire ai partecipanti esperienze e competenze, acquisite negli anni, utili per offrire sostegno psicologico alle persone in difficoltà, che chiedono aiuto in Caritas.

Il corso è organizzato in otto appuntamenti formativi: tre appartengono al corso base per volontari Caritas, due sono con modalità laboratoriale ed i restanti tre sono arricchiti dalle testimonianze di alcune attuali volontarie del servizio, che presenteranno situazioni da loro incontrate nel corso degli ultimi anni. Il via mercoledì 22 gennaio, mentre la conclusione è fissata mercoledì 11 marzo. Tutti gli incontri, con inizio alle 20,30, si terranno nel salone della sede di Caritas Diocesana Vicentina, in Contra’ Torretti 38 a Vicenza.

Cos’è il Servizio di Sostegno Psicologico.

Il servizio di sostegno psicologico Caritas, attivo da 12 anni, si rivolge a singoli, coppie e famiglie in situazioni di sofferenza ed offre un percorso di accompagnamento della durata massima di cinque colloqui. È richiesto un piccolo contributo (da 1 a 10 €) per ogni incontro. Le offerte versate vengono raccolte in un fondo cassa che contribuisce alla copertura dei costi dell’iniziativa (formazione, supervisioni, convegni).

Il servizio è svolto da psicologi, iscritti all’Ordine degli Psicologi, specializzandi o già psicoterapeuti; è composto da un gruppo eterogeneo per età, esperienza, formazione professionale ed orientamento psicoterapico.

“È un valido aiuto per tutte quelle persone che, per questioni economiche, non possono rivolgersi ad uno studio privato, o semplicemente cercano un primo confronto per leggere meglio la loro situazione di vita – afferma il direttore di Caritas Diocesana Vicentina don Enrico Pajarin -. Gli psicologi volontari che vi prestano servizio sono in grado, grazie alla loro professionalità, di offrire un aiuto qualificato e di orientare le persone accolte verso i giusti canali attraverso i quali approfondire o continuare il loro percorso di sostegno”.

Il corso: requisiti, programma e iscrizioni.

Per partecipare al corso è necessario possedere la laurea in Psicologia, essere iscritti all’Ordine degli Psicologi ed essere specializzandi o già psicoterapeuti.

Questo il calendario degli incontri e dei relatori:

  • Mercoledì 22 gennaio 2020 ore 20.30

“Valori e stile Caritas” – don Enrico Pajarin, Direttore Caritas Diocesana Vicentina

  • Mercoledì 29 gennaio 2020 ore 20.30

“Lo sportello di sostegno psicologico dal 2008 ad oggi: la trasformazione del territorio ed i bisogni della comunità” – Serena Bimbati, psicologa psicoterapeuta, coordinatrice del servizio di sostegno psicologico, con Martha Cisotto e Paola Moretto, psicologhe psicoterapeute volontarie del servizio

  • Mercoledì 5 febbraio 2020 ore 20.30

(partecipazione facoltativa) – corso base

“L’ascolto” – Nicola Milani, psicologo, coordinatore del servizio Davide e Golia Brenta

  • Mercoledì 12 febbraio 2020 ore 20.30

1° LABORATORIO

“Aspettative ed obiettivi” – Mauro Burlina, psicologo psicoterapeuta, supervisore dei volontari psicologi

  • Mercoledì 19 febbraio 2020 ore 20.30

(partecipazione facoltativa) – corso base

“La relazione di aiuto” – Federica Filippi, psicologa psicoterapeuta, coordinatrice del servizio Davide e Golia Malo

  • Mercoledì 26 febbraio 2020 ore 20.30

“Quando si è al confine tra normalità e disagio: dal caso alla rete” – Alice Corà e Michela Ferretto, psicologhe psicoterapeute, volontarie del servizio

  • Mercoledì 4 marzo 2020 ore 20.30

“Famiglie tra difficoltà e risorse: la solitudine tra le generazioni e la possibilità di incontrarsi”Elpidia Ponzio e Roberta Visentin, psicologhe psicoterapeute, volontarie del servizio

  • Mercoledì 11 marzo 2020 ore 20,30

2° LABORATORIO

“Le buone prassi”- Mauro Burlina, psicologo psicoterapeuta, supervisore dei volontari psicologi

Per iscrizioni contattare il Servizio di Sostegno Psicologico: tel. 345/3685234; email sostegnopsicologico@caritas.vicenza.it.

Per informazioni: www.caritas.vicenza.it.

I numeri del 2019.

Nel 2019 il servizio ha incontrato ed accompagnato 61 persone: il 51% donne e il 49% uomini. Il numero totale delle persone incontrate negli anni è piuttosto stabile, così come la consistenza numerica di provenienza: il 74% sono italiani; l’8% sono cittadini di altri stati dell’Unione Europea; per il restante 18% si tratta di cittadini extra UE. I paesi stranieri di provenienza, nel 2019, sono stati: Albania, Croazia, Ecuador, Gambia, Kosovo, Marocco, Romania, Serbia, Tunisia, Ucraina, Venezuela.

Il 2019 ha registrato alcune caratteristiche peculiari. Per quel che riguarda la distribuzione di genere, è il primo anno in cui si raggiunge la quasi parità di accesso tra il mondo maschile ed il femminile. In passato la richiesta di sostegno psicologico era infatti a maggioranza femminile, ma in questi 12 anni le differenze si sono via via assottigliate e gli uomini vivono con meno fatica e disagio la domanda di un aiuto.

In questi ultimi anni si è inoltre visto l’incremento delle richieste da parte della popolazione giovanile, tanto da spingere la Commissione Sofferenza psichica a riflettere e costruire una nuova progettualità in grado di intercettare il malessere nelle fasce più giovani. Nel corso del 2019 si è però ripresentata allo sportello la maggioranza di richiesta di un sostegno psicologico da parte delle persone di età compresa tra i 45 ed i 54 anni, ossia quasi il 28% delle persone accompagnate nell’anno. Si tratta di una fascia di età critica, perché spesso accompagnata da grandi cambiamenti nella sfera degli affetti, delle relazioni familiari ed amicali e nelle richieste da parte del mondo professionale.

Negli anni il numero dei coniugati che si rivolgono allo sportello è diminuito, mentre sono aumentate le condizioni di nubilato o celibato. Quest’ultime nel 2019 hanno rappresentato il 44,3% dei casi, il 27,9% era coniugata/o, il 9,8% separato legalmente, il 6,6% divorziata/o, il 3,3% vedova/o e circa l’8% in un’altra condizione affettiva. Di fatto l’assenza di una relazione significativa è spesso, essa stessa, fonte di disagio.

Le richieste da parte delle persone negli anni si sono “complessificate”. Alla domanda di un sostegno psicologico spesso si accompagnano anche richieste di natura economica, di segretariato sociale, di orientamento al lavoro. Per tale motivo è diventato sempre più indispensabile lavorare in rete ed in sinergia con altre realtà interne ed esterne a Caritas.

In riferimento, invece, alla tipologia di problematiche sono emerse, nei 186 incontri effettuati sofferenze nell’ambito:

  • Familiare, nel 33% delle situazioni incontrate, spesso imputate a conflittualità tra coniugi o tra genitori e figli o altri parenti;
  • Economico, nel 13% dei casi, con condizioni di indebitamento che gravano sullo stato di benessere anche psicologico della persona e della famiglia;
  • Lavorativo, nell’11% delle persone, a causa di licenziamenti o per condizioni di precariato o di sottoccupazione che impediscono la costruzione di una stabilità professionale, economica e personale.

“Il servizio di sostegno psicologico – spiega la coordinatrice Serena Bimbati – ha mostrato negli anni la validità di un’intuizione: una comunità che chiede, una comunità che risponde. Il territorio ha vissuto grandi trasformazioni in questi ultimi dieci anni. Di solito tendiamo a sottolineare i cambiamenti in negativo, ma vorrei stavolta evidenziare come la richiesta di un aiuto psicologico abbia mosso le persone in direzioni nuove ed inaspettate: considerare ora la psicologia come uno strumento di cura e di accompagnamento nel ciclo della vita è diventato più scontato; avvalersi di una relazione di fiducia come occasione per rileggere, in una chiave di senso, la propria sofferenza ha permesso di aprire nuovi spazi di prossimità all’altro, anche nelle relazioni tra pari. La stessa comunità professionale degli psicologi si è lasciata interrogare e ha saputo farsi coinvolgere nei cambiamenti della società, animata dalle intenzioni di accompagnare le persone in percorsi di crescita e benessere, in sinergia con le istituzioni. Un grazie, quindi, a tutti gli psicologi che hanno accompagnato e sostenuto, in diversi modi ed in tutti questi anni, l’attività del Servizio di sostegno psicologico di Caritas diocesana Vicentina.”

Le testimonianze.

Queste le testimonianze di alcune psicologhe volontarie attive fin dall’apertura del servizio nel 2008.

Elisabetta Novello: “È un bel modo per mettersi in gioco, avendo una rete intorno e a fianco una coordinatrice”.

Roberta Visentin: “È stata un’esperienza che all’inizio mi ha ‘spezzato la testa’, in quanto mi aspettavo un certo tipo di utenza e invece arrivavano persone assolutamente insospettabili, vicentine, che vivevano forti drammi. Nella mia idea Caritas offriva aiuto alle persone provenienti da altri paesi in condizioni di bisogno… incredibile rendersi conto di quanta difficoltà ci possa essere anche in chi non penseresti mai!”.

Michela Ferretto: “Ho iniziato il servizio in concomitanza con l’inizio della scuola di specializzazione in psicoterapia: è stata un’esperienza molto diversa da tutti i tirocini che avevo fatto nel quadriennio della scuola, perché nei tirocini sei a fianco di un terapeuta professionista, mentre qui devi entrare nella stanza vestito appieno della tua funzione terapeutica, quindi sei tu ed il paziente, tu e la persona… È stata l’esperienza che più di tutte mi ha dato il senso di che cosa significa creare una relazione di aiuto, una relazione terapeutica, assumermi la responsabilità di un colloquio, fare l’esperienza di entrare nel vissuto e nel racconto della persona che chiedeva aiuto e cercare di accompagnarla verso una maggiore chiarezza, una maggiore definizione della domanda e un sostegno per andare verso altri contesti, quali un altro servizio-segno Caritas, un servizio pubblico o un riferimento territoriale per altre esigenze. Nel tempo ho avuto la sensazione di non essere il punto di arrivo, ma quello di tramite, all’interno di un contesto di rete che non era appunto l’esperienza individuale del mio studio privato, ma un’esperienza comunitaria, con l’accompagnamento di una coordinatrice che faceva questo lavoro grandioso di tessitura di rete”.

Martha Cisotto: “Anche il mio inizio allo sportello ha coinciso con l’inizio della mia attività terapeutica. Per alcuni aspetti c’è stato il tentativo del servizio di costruire un modello di intervento, ma la bellezza e la ricchezza di questa esperienza è stata quella di stare dentro ad un protocollo, standone anche fuori, avendo la capacità e la flessibilità di seguire un percorso tracciato, vivendo però anche la personalizzazione all’interno di questo percorso. Non vuol dire prendersi delle libere iniziative, ma saper cogliere delle intuizioni e degli spunti di lavoro diversi e di integrarli all’interno del gruppo di lavoro: questa è l’esperienza che oggi mettiamo a disposizione dei futuri volontari al servizio di sostegno psicologico”.

Redazione web

15/01/2020

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