Carmen Consoli fa tappa al Rumors Festival di Verona

Il suo stile è particolare, sempre, e anche ora che sono passati una ventina d’anni dagli inizi del suo successo se non ti piace, non ti piace: è un qualcosa a cui non ci si abitua.

Ma a noi che abbiamo riempito la solita splendida cornice del teatro Romano di Verona, lei ci piace, e ci piace tantissimo. Ci piacciono le sue canzoni, le parole, i tempi, la musica; ci piace la sua voce, la sua energia, la sua forza, il suo modo di tenere il palco. Soprattutto ci piace lei, come essere umano, come donna, come madre (da sei anni) ci piace per quel suo modo di essere vera, ma vera sul serio: scherza, ride, fa qualche battuta, ma non di quelle da contratto, fatte su misura per il pubblico. Fa qualche battuta come quando si è tra amici, tra persone che si vogliono bene, e quando sei tra simili lo senti: perché le persone che trovi all’entrata, o che conosci all’aperitivo prima del concerto, sono persone con cui parli per mezz’ora e che ti dispiace poi non vedere più.

Carmen Consoli è molto più di una fantastica cantante: l’emozione delle sue canzoni ce le si porta dentro, prima e dopo i concerti. Nelle sere di autunno, mentre piove, piove e piove; quando sboccia la primavera, e abbiamo voglia di un amore, ma non di plastica. E d’estate, quando vorremmo essere conquistati, inventati, ubriacati di ironia e sensualità. Quando la si ascolta si sta meglio e si ha voglia di abbracciare le persone a cui si vuole bene, e anche qualche sconosciuto: è abbastanza?

Grazie Carmen, alla prossima.

Paolo Tedeschi

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