Davide Padovan: «Riaprite i parchi, le persone hanno bisogno di sorridere»

La crisi non ha colpito solamente ristoranti e piste da sci. L’emergenza Covid ha messo a dura prova l’intero comparto dell’intrattenimento, dai cinema ai luna park, arrecando gravi danni al settore. Davide Padovan, vicentino classe 1970, è un personaggio che definire poliedrico è riduttivo. Una vita tra discoteche, show, circhi, radio (nello specifico Radio Vicenza, dov’è spesso ospite di Matteo Sandri). Negli ultimi sedici anni, da marzo a novembre, è di stanza a Mirabilandia, dov’è presentatore dello stunt show, lavoro che svolge con passione e dedizione. Quest’anno, però, non si sa ancora se le macchine della sua Scuola di Polizia potranno rimettersi in moto.

«Siamo in attesa di sapere se possiamo regolarmente riprendere con i nostri spettacoli – spiega Davide al Corriere Vicentino -. La settimana precedente ad Halloween infatti, tramite un decreto, ci è stata di fatto negata la possibilità di lavorare. Ora stiamo aspettando l’autorizzazione a procedere con i nostri spettacoli, in sicurezza, come del resto abbiamo fatto a partire dal giugno dell’anno scorso, nel rispetto della salute dipendenti e degli ospiti».

L’estate scorsa infatti il parco divertimenti era riuscito a riaprire, grazie ai grandi sforzi per mettere il tutto a norma: «A differenza degli anni precedenti, nei quali si è arrivati a punte di 25 mila presenze, quest’anno abbiamo toccato al massimo i diecimila, proprio per adattarci ai protocolli anticontagio. Sanificazione delle attrazioni, distanze di sicurezze, ospiti e dipendenti con la mascherina, percorsi obbligati: si sono rivelati una ricetta vincente, non abbiamo avuto contagi né tra il personale, né tra i dipendenti»

Il settore, quello dei parchi a tema, fortemente colpito, ma che sembra essere figlio di un dio minore. Padovan, comunque, si augura che possa tornare presto operativo, soprattutto perché offre ciò di cui la gente, specialmente in un momento difficile come questo, ha più bisogno: «Non avendo troppi dipendenti, siamo considerati meno importanti. – prosegue – È la stessa sorte di cinema, circhi, concerti e luna park, settori dell’intrattenimento che il governo considera poco. Per fortuna ci sono associazioni di categoria si stanno occupando di portare avanti la nostra causa, e siamo appoggiati dalle regioni, sia Veneto che Emilia Romagna, con entrambi i Presidenti che si sono presi a cuore la nostra situazione. Noi vorremmo riaprire, anche perché credo mai che come in questo momento le persone avrebbero bisogno di sorridere e di prendere la vita con leggerezza. I casi di depressione e di disagio giovanile sono molto più evidenti, e noi cerchiamo di portare un sorriso a chi ne ha bisogno».

Redazione web
17/02/2021

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