DL Semplificazioni: potrebbe terminare l’odissea della Pedemontana

Sembra intravedersi la luce in fondo al tunnel per la Pedemontana Veneta. Durante la presentazione del DL semplificazioni, oggi in diretta facebook, il premier Antonio Conte ha annunciato c’era bisogno di “ridurre la burocrazia” e “far correre il Paese”, e che questo decreto “semplifica, velocizza, digitalizza, sblocca una volta per tutte i cantieri e gli appalti”.

Tra le opere rientranti nel decreto c’è anche la “Nuova superstrada regionale Pedemontana Veneta”, che ora sembrerebbe destinata ad essere portata a termine una volta per tutte. Il premier ha infatti dichiarato che “diamo poteri regolatori a tutte le stazioni appaltanti: non serve necessariamente un commissario per procedere velocemente ma prevediamo che in casi complessi sia possibile nominare commissari sulla scia di Expo e del Ponte Genova”. Tra le altre cose, per mettere fine al timore per le firme “ci saranno più rischi per il funzionario che tiene ferme le opere”, e il reato di abuso d’ufficio verrà circoscritto.

Potrebbe quindi terminare un’odissea lunga trent’anni. L’idea della Pedemontana nasce infatti negli anni novanta, quando la progressiva urbanizzazione della campagna veneta e il conseguente aumento del traffico sull’autostrada Serenissima ha criticizzato la situazione. Nel febbraio del 1990 la pedemontana veneta è inserita nel Piano Regionale dei Trasporti della Regione del Veneto, anche se per attendere l’accordo tra stato e regione si dovrà aspettare fino all’agosto del 1997.

Nella Finanziaria del 1999 lo Stato stanzia 40 miliardi di lire per 15 anni, mentre in quella del 2001 è prevista la possibilità di realizzare la pedemontana non come autostrada ma bensì come superstrada.

Nell’accordo tra stato e regione del 9 agosto 2001 lo Stato delega alla regione la competenza sulla realizzazione dell’opera, mentre con la delibera nº 121 del CIPE del 21 dicembre 2001 la pedemontana veneta viene inserita tra gli interventi strategici di preminente interesse nazionale.

Nel 2002 la società Pedemontana Veneta Spa composta da Autostrade per l’Italia, Autostrada Brescia-Padova, Autovie Venete, Banca Antonveneta, Unicredit e San Paolo presentano un progetto che nel dicembre 2002 viene messo a gara dalla regione, ma i lavori alla fine non partono, a causa di ricorsi e per una procedura di infrazione dell’Unione europea.

Il 24 ottobre 2003 viene firmata un’intesa tra il Governo e la Regione del Veneto e la pedemontana viene inserita tra le infrastrutture di preminente interesse nazionale per le quali concorre l’interesse regionale.

Nel dicembre del 2003 la società Pedemontana presenta un nuovo progetto che comprende anche la tratta ovest;  questo progetto viene poi messo a gara ma alla scadenza nessun progetto alternativo è stato presentato e quindi la società Pedemontana diventa promotrice dell’infrastruttura.

La società nel 2005 diventa a maggioranza privata in seguito all’ingresso nel capitale azionario di Impregilo, del Consorzio Cps, di Fin. Opi e di Adria Infrastrutture. Nello stesso anno la Regione del Veneto, in quanto soggetto aggiudicatore, trasmette il progetto comprensivo della VIA (Valutazione Impatto Ambientale) della società ai Ministeri competenti e alle province competenti.

Nell’agosto del 2005 l’opera riceve il VIA ministeriale con alcune prescrizioni.

Nel marzo del 2006 il CIPE chiede alla regione Veneto di affidare l’opera in concessione tramite gara che verrà poi pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nell’ottobre del 2006.

L’investimento previsto per i privati è pari a 2.155,048 milioni di euro. Alla gara partecipano, oltre alla società Pedemontana, altre due ATI. In seguito a ricorsi e controricorsi al TAR e al Consiglio di Stato la realizzazione della superstrada viene affidata all’Ati composta dal consorzio stabile SIS Società Consortile per Azioni ScpA (consorzio tra INC SpA (50,9%) e Sipal SpA (0,1%), entrambe del gruppo FININC SpA di proprietà della famiglia Dogliani, e il gruppo spagnolo Sacyr Vallehermoso (49%)) e da Itinere Infraestructuras SA. Il progetto preliminare con il quale l’ATI sopra citata è risultata aggiudicataria è stato redatto dall’ingegner Nicola Troccoli in collaborazione con il suo staff tecnico della Ingeco Ingegneria.

Il 15 agosto del 2009 l’ingegner Silvano Vernizzi, amministratore delegato di Veneto Strade e già commissario delegato per l’emergenza socio economico ambientale della viabilità di Mestre, viene nominato Commissario straordinario per lo stato di emergenza socioeconomico-ambientale nei territori delle province di Treviso e Vicenza.

Il 9 gennaio 2010 vengono pubblicati e poi resi esecutivi i tremila espropri nelle province di Vicenza e di Treviso.

Il 20 settembre 2010 il Commissario straordinario firma il decreto di approvazione del progetto definitivo.

La posa della prima pietra avviene il 10 novembre 2011 a Romano d’Ezzelino; nel 2012 iniziano i lavori al principio della nuova strada mentre nel bassanese i cantieri vengono aperti il 4 febbraio 2013.

A causa di alcune varianti sostanziali al progetto definitivo, alcuni tratti nel 2011, vengono sottoposti nuovamente a Valutazione di Impatto Ambientale, e approvati con decreto nº2260 della Giunta Regionale del Veneto il 10 dicembre 2013. L’ultimo tratto in variante viene approvato a febbraio 2015.

Il 19 aprile 2016, durante i lavori di scavo della galleria tra Malo e Castelgomberto (lunga 7 km), crolla la volta del traforo e un colossale masso di 32 tonnellate precipita ed uccide l’operaio Sebastiano La Ganga. Il cantiere della galleria viene sequestrato dalla magistratura, che indaga 14 persone per omicidio colposo. Durante le indagini, viene anche avviata un’inchiesta per il presunto uso di materiale senza marchio CE, come invece richiesto nel capitolato d’appalto. Il cantiere venne dissequestrato solo nel novembre 2019.

L’apertura al traffico del primo tratto, da Breganze all’allacciamento con l’autostrada A31, di 7,2 km è avvenuta il 3 giugno 2019, mentre la conclusione dell’intera opera era prevista per settembre 2020.

A dicembre 2019 i vertici di Spv e Sis stimavano la conclusione dell’opera per novembre 2021.

Il 18 giugno 2020 viene inaugurato il secondo tratto di 12 km da Malo all’allacciamento con l’autostrada A31 “Valdastico”. Il completamento dell’opera viene confermato entro la fine del 2021, esclusa la galleria di Malo.

 

 

Redazione web
07/07/2020

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