Dopo lo stop forzato riapre l’osservatorio MarSEC

immagine presa dalla pagina facebook Marana Space Explorer Center

Buone notizie per gli appassionati di astronomia. Dopo il lungo periodo che ha visto lo stop dei luoghi di cultura, domenica 30 maggio riapre MarSEC, l’osservatorio di Marana di Crespadoro. 

L’osservatorio pubblico è attivo dal 2005, in gestione all’associazione “Cieli Perduti”, che dal 2017è diventata Marana Space Explorer Center. Un’innovativa struttura per la divulgazione delle scienze astronomiche, che ha come obiettivo quello di raccontare i segreti e le meraviglie del cosmo.

Un complesso che vive grazie alle offerte di soci e visitatori, e a cui, la chiusura forzata ha causato non pochi problemi «la situazione è stata tragica, se non drammatica – spiega Carlo Negri, vicepresidente e direttore -. Essendo un’associazione senza scopo di lucro, non abbiamo beneficiato di alcun ristoro disposto dal governo. A marzo ci siamo trovati a pensare di vendere tutto per ripagare i debiti. Se non fosse stato per SICIT Group di Chiampo, che ha fatto una donazione, oggi non riapriremmo».

Orgoglio della Val Chiampo, ospita diverse attrazioni tra cui due planetari, uno digitale di ultima generazione, ma anche un museo dedicato interamente all’astronautica e che gli è valso il riconoscimento da parte della NASA Museum Alliance.

Non solo luogo di cultura che attira grandi e piccini, esperti e non, MarSEC è anche importante sede di studi scientifici:  «grazie all’attività di ricerca,  proprio qui di recente è stata scoperta la ventesima stella variabile – spiega Negri–. Una scoperta a cui ha contribuito anche il comune di Crespadoro, che ci ha donato una camera CCD, che utilizziamo per le riprese e lo studio del cosmo».

Ma quanto perdersi nell’immensità dell’universo può aiutarci a vivere meglio sulla Terra? Da quel che sembra, molto. Molteplici sono infatti le tecnologie usate tutt’ora nel nostro quotidiano e che sono state scoperte grazie all’astronautica. «Satelliti, GPS, fotografia e radioterapia sono tutte invenzioni che originariamente provengono dalla ricerca e sperimentazione spaziale –prosegue Negri – Oltre la vena poetica, il ramo pratico produce effetti significativi sulla tecnologia utilizzabile».

Ma le sorprese continuano anche sotto i nostri piedi. L’osservatorio di Crespadoro è l’unico al mondo che permette di vedere sia il cielo ma anche sotto il suolo. Questo grazie alle grotte carsiche presenti al di sotto dell’edificio. Un’ analogia che ci rimanda inevitabilmente alla divina commedia in cui Dante, uscito dall’inferno pronunciò le famose parole “e quindi uscimmo a riveder le stelle”.

Redazione web
28/05/2021

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