Elezioni europee: Renzi al 40,8% e Movimento 5 stelle al 21,2%

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I risultati delle elezioni europee: il Partito Democratico di Renzi strappa il 40,81% dei consensi contro il 21 ,16 del Movimento 5 Stelle e il 16,82% di Forza Italia. Più di 11,1 milioni di italiani hanno votato per il nuovo Pd dell’ex sindaco di Firenze, 5,8 milioni per M5S.
Renzi ha commentato su Twitter: «Un risultato storico. Commosso e determinato, adesso al lavoro per un’Italia che cambi l’Europa». Una percentuale superiore al 40% nella storia repubblicana era riuscita a conquistarla solo la Dc di De Gasperi e neppure Berlinguer,evocato nei giorni scorsi proprio dai grillini che ne avevano rivendicato l’eredità sulla questione morale, ci si era mai avvicinato.

In Europa

A livello continentale i due dati più eclatanti sono la vittoria del Front National di Marine Le Pen in Francia e il successo di Nigel Farage in Gran Bretagna. Le ultime proiezioni confermano il Partito popolare a 212 seggi con il 28,2% dei voti, e segnano un leggero incremento dei socialdemocratici che passano a 186 seggi da 185 precedentemente stimati, con il 24,7% dei voti. I liberali scendono a 70 seggi (9,3%). Sostanzialmente invariati i numeri degli euroscettici (141) e dei partiti non schierati in famiglie politiche europee. L’Efd ottiene 36 seggi, gli eurodeputati indipendenti salgono a 38, gli altri partiti non allineati restano a 67 eurodeputati. I conservatori e riformisti registrano 44 seggi, mentre la sinistra di Tsipras scende a 43 seggi e i verdi restano a 55.
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Nelle regioni italiane

Un risultato che desta preoccupazione è quello sull’affluenza, ferma al 57,22% a fronte del 65,87 della precedente tornata, quando però si votò in due giornate. Numeri inconsueti per un Paese come il nostro abituato a livelli di partecipazione ben più incoraggianti, ma su cui altre nazioni metterebbero subito la firma: una stima degli uffici statistici di Bruxelles parla infatti di un’affluenza media del 43,1% (che a livello comunitario – spiega Jaume Duch, uno dei portavoce dell’Europarlamento – segna «la prima inversione di tendenza dal 1979»). Le regioni italiane più assidue ai seggi sono state il Piemonte (dove si votava anche per il rinnovo del consiglio regionale), dove i votanti sono stati il 67,38%, e la Lombardia con il 66,40%. In Abruzzo, l’altra regione che votava anche per il consiglio regionale, gli elettori che si sono recati ai seggi sono stati il 63,43%. I dati più negativi quelli delle isole: in Sicilia ha votato il 42% degli aventi diritto e in Sardegna il 39,12.

In Veneto

In Veneto il Pd ottiene il 37,52 per cento, Forza Italia è al 14,7 e Lega Nord al 15,2. Se fosse per il Veneto il Nuovo Centrodestra di Alfano non raggiungerebbe nemmeno il quorum, fermo al 3,49, poco al di sopra di Fratelli d’Italia che ottiene il 3,31.

Il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo fa numeri importanti (19,86%) ma molto al di sotto delle aspettative. Appena il 2,74 alla lista Tsipras. Tra tutti i numeri che arrivano dalle città spicca il risultato democratico a Verona. Nella città del sindaco leghista Flavio Tosi il Pd di Renzi arriva quasi a 42 punti percentuali (41,9 per l’esattezza). Fino a pochissimo tempo fa un’ipotesi al di fuori di ogni previsione. Idem a Treviso con il Pd al 46,25, numero più alto della roccaforte veneziana.

A Vicenza

Vicenza tocca una percentuale da record per quanto riguarda le città capoluogo del Veneto: 46,57 (superata solo da Belluno con il 47%) per il Pd. Distacchi abissali tra il partito del sindaco Variati e tutti gli altri: il Movimento Cinque Stelle si ferma al 16,57, la Lega al 10,2 e Forza Italia al 12,2. Numeri leggermente diversi in provincia ma il risultato non cambia: al Pd il 37, il M5S 18,9, Lega al 17,6, Forza Italia al 13,56. Buon risultato per Fratelli d’Italia (4,55) e delusione Ncd/Udc che si blocca al 3,1. Supervotata la candidata vicentina Alessandra Moretti.

 

 

 

 

 

 

 

Corriere della Sera.it

Redazione web 26-05-2014

 

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