Figlio denuncia su Facebook: “Mio padre era una spia della dittatura”

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Camilo Maraboto, un trentenne uruguaiano che da 13 anni vive a Verona, ha lanciato una campagna su Facebook per denunciare il suo padre biologico, che non lo ha mai riconosciuto.

Camilo ha scoperto che negli anni ’70 suo padre era un militante comunista, divenuto poi un collaboratore della dittatura militare, che ha aiutato a perseguitare i suoi stessi ex compagni di partito.

«Tutto su mio padre» è il titolo almodovariano della pagina creata da Camilo, che già da bambino sapeva che i suoi occhi blu non li aveva ereditati dall’uomo con il quale è cresciuto.

Solo da adulto ha scoperto la terribile verità su suo padre, che ora risiede in Brasile e si dedica alla diffusione del buddismo, religione alla quale si è convertito dopo il suo secondo matrimonio.

«Vorrei non avere il suo sangue», scrive Camilo sul social network.

In un’intervista telefonica con l’Ansa di Verona, Camilo racconta come il desiderio di «vedere mio padre in faccia almeno una volta» si sia trasformato nella voglia di «fare a lui quello che lui aveva fatto ad altri: incastrarlo, smascherarlo».

 

 

 

 

 

Corriere della Sera.it

Redazione web 03-10-2013

 

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