Gianna Nannini in concerto

Gianna Nannini

Gianna Nannini suscita invidia, o ammirazione, oppure odio. O anche tutto insieme (tanto a lei non frega nulla).


Di fatto è un’artista con una gran voce, che sa tenere il palco, scaldare il pubblico e cantare canzoni che ci vuole del coraggio a riproporle, perché nella versione originale erano già grandi. Sa emozionare, sa emozionarsi e sa amare, anche se a modo suo (tanto lei fa tutto a modo suo). Quindi: se ti piace la segui, sennò giri da un’altra parte. (Ma l’energia che emana, quella non si può non sentire, neppure se si gira dalla parte opposta, e neppure se si è sordi).
Era in linea con i tempi negli anni ’80, e poi nel decennio dopo, in linea con se stessa anche nel lungo periodo di silenzio, quando sembrava sparita, per poi tornare alla grande. Ed è in linea con il nuovo millennio: veloce, frizzante, che cambia e corre, che guarda avanti. Lei fa tutto questo, però sa guardare anche indietro, infatti fa anche cover anni ’70: e saper guardare indietro (mentre vai avanti) fa parecchio la differenza.
Puoi definirla un’artista completa, ma nel suo caso non vuol dire nulla. A lei non interesserebbe. A lei basta cantare, saltare e sentire un po’ di amore intorno a lei.

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