Giorgia al Marostica summer festival

Ogni volta che la si sente cantare dal vivo, ogni volta che si accende la radio e la sua voce pazzesca fa venir voglia di cambiare le casse della macchina, ogni volta che fa una collaborazione con qualcuno e quando entra lei, bum! il titolare del pezzo finisce nel dimenticatoio… ecco, ogni volta poi aleggia un sentimento contrastante.

È quel filo di rammarico, anzi, più di un filo, nel constatare che la voce italiana femminile più incredibile dai tempi di Mina non abbia alla sue spalle un piccolo Mogol.
L’errore della critica musicale è però lo stesso che si commette nella vita, come quando si ha la presunzione sia sacrosanto attendersi dagli altri qualcosa all’altezza delle nostre aspettative, dei nostri desideri, dei nostri gusti e certo, delle nostre valutazioni.
Giorgia è questa: non è una rockstar, è una cantautrice italiana di talento capace di emozionare come poche altre voci, e poco importa tutto il resto. È brava, ci piace ascoltarla dal vivo e da casa. Ha la sua dimensione, il suo pubblico, i suoi estimatori, e quando è sul palco trasmette quella serenità che scioglie ogni dubbio. Forse è sciocco dirlo, ma si vede che è in pace, che trasmette energia positiva, e basta guardarsi intorno per capire che tutti noi siamo contenti di aver preso un biglietto, di aver fatto strada per vederla, di aver fatto la coda per entrare, magari di aver fatto i salti mortali per concederci una serata solo per stare con lei. Che non è Mina, ma è Giorgia: la conosciamo da anni, la seguiamo con passione e un giorno con senno del poi ci ricorderemo di lei, questo è sicuro. Può bastare, no?

Paolo Tedeschi

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