Green Pass: le opinioni dei sindaci della Valchiampo

Foto dal sito del Governo Italiano

Green Pass sì, Green Pass no. Tra meno di quarantott’ore scatterà l’obbligo della Certificazione Verde per accedere ai ristoranti e bar al chiuso, piscine, palestre, sagre, musei e altre attività al coperto. Una decisione che si è trascinata inevitabili polemiche, sfociate anche in manifestazioni, con le associazioni di categoria che spesso si sono schierate contro la decisione del governo. Ma cosa ne pensano i sindaci? Noi del Corriere Vicentino siamo andati a chiederlo ad alcuni amministratori della Valle del Chiampo.

 

QUI ARZIGNANO. Chi ha manifestato più di qualche perplessità è Enrico Marcigaglia, vicesindaco di Arzignano.

«In qualità di assessore al commercio posso dire che la questione Green Pass presenta ancora molti punti nebulosi – ha spiegato Marcigaglia -. Per esempio, nel caso di bar e ristoranti, non sappiamo quali siano gli obblighi specifici per i titolari dei locali. Per fare un altro esempio, in merito alla Fiera dei Santi che stiamo per organizzare, non sappiamo chi è autorizzato al controllo del Green Pass – polizia locale, protezione civile, steward, vigilanza privata, croce rossa, carabinieri in congedo? Poiché molti sono ancora i dubbi operativi, qualche giorno fa abbiamo scritto al Prefetto di Vicenza per esporre una serie di quesiti, per capire come possa essere applicata questa disposizione del governo».

 

QUI CHIAMPO. C’è poi chi crede che il Green Pass sia inevitabile, come il sindaco di Chiampo, Matteo Macilotti.

«Ritengo che il Green Pass non sia lo strumento perfetto – le parole di Macilotti -, ma penso rappresenti il necessario male minore. Non è perfetto perché non sarà di facile gestione per i nostri esercenti, ma rappresenta il necessario male minore perché l’alternativa è il lockdown. Quindi, data la difficile situazione che stiamo vivendo, sono favorevole. Ritengo poi che non discrimini chi non ritiene di farsi il vaccino, perché l’alternativa per ottenere il Green Pass c’è: il tampone».

 

QUI MONTORSO. Decisamente favorevole il sindaco di Montorso Vicentino, Diego Zaffari.

«Sono molto favorevole al Green Pass – il commento di Zaffari -, perché permette di vivere in sicurezza molte occasioni sociali che altrimenti potrebbero essere potenzialmente rischiose per la salute e per una recrudescenza dei contagi».

 

QUI ZERMEGHEDO. Anche il sindaco di Zermeghedo, Luca Albiero, si è dimostrato decisamente propenso alla misura.

«Tutti i membri della mia famiglia sono già vaccinati o lo stanno per fare – ha dichiarato Albiero -. Credo nella scienza e che questo vaccino ci possa dare la possibilità di uscire da questa difficile situazione. Penso che siamo fortunati a vivere in un paese in cui ci viene data la possibilità di fare un vaccino contro gli effetti più nefasti del coronavirus. Credo che aderire alla campagna vaccinale e quindi ottenere il Green Pass, non violi la nostra libertà di scelta, ma ci permetta invece di allontanare i rischi più pericolosi del contrarre il virus e, allo stesso tempo, ci aiuti a controllare al meglio il proliferare di ulteriori nuovi focolai».

 

Redazione web
04/08/2021

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