Ha 101 anni, anche quest’anno gli hanno rinnovato la patente

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 Anche gli esperti della commissione sanitaria che l’hanno esaminato per il rinnovo della patente non riuscivano a credere a quella data stampata sulla carta d’identità: 21 marzo 1912.

Emilio Zumerle, centenario di Montorio, racconta che “fino a pochi anni fa, per gli ultra ottantenni il rinnovo della patente era previsto ogni tre anni. Ora hanno cambiato la legge e sono “costretto” a farmi visitare ogni anno ».

Nessun problema, perché grazie all’ottima salute di cui gode, l’appuntamento con i medici finora è sempre stata una pura formalità.

«L’ho accompagnato io e quando mi hanno detto che non avrei potuto assistere alla visita, ero un po’ preoccupato – racconta il figlio Fausto -. Ma dopo pochi minuti mi hanno fatto entrare e mi hanno chiesto se potevano fare una fotografia con mio padre, perché non gli era mai capitato un candidato così anziano con uno stato di forma del genere».

Il segreto? Un’alimentazione controllata e una vita costantemente impegnata. «Non si ferma mai e anche adesso, a 101 anni compiuti, è completamente autonomo: va tutti i giorni a curare il suo orto, cucina e si sistema la casa. Solo per stirare si fa aiutare settimanalmente da una signora » prosegue il figlio.

Sempre al volante della sua Fiat Giardinetta del 1967. «È stata la mia prima auto e non l’ho mai cambiata – rivela Emilio -. La patente l’ho presa a 55 anni, prima non potevo permettermi un’auto». Una vita trascorsa interamente a Montorio. «Non ho mai fatto viaggi lunghi, non ricordo di essere mai andato fuori provincia – racconta l’anziano -. Ho combattuto a Ventimiglia nell’artiglieria durante la seconda guerra mondiale e poi sono tornato a Montorio». Nel 1947 il matrimonio con Ada, e il viaggio più importante su quella Fiat è proprio legato alla moglie scomparsa nel 2000.

«Quando nel 1999 è stata male ed è stata ricoverata a San Bonifacio, andavo tutti i giorni a trovarla, d’estate e d’inverno, con il sole e con la neve» ricorda commosso.

A Montorio lo conoscono tutti e nessuno riesce a credere realmente alla sua età. Perché «Milio», come lo chiamano gli amici, sembra ancora un «buteleto».

E ha mantenuto ancora vive le passioni dell’adolescenza: il suo orto e la pesca. «Mangio quello che coltivo, è così che mi tengo in forma – spiega – e per rilassarmi vado a pescare nei fossi verso le Ferrazze ». E chi lo conosce bene racconta che riesce ancora a infilare l’esca nell’amo al primo colpo, senza alcun bisogno di occhiali da vista.

C’è un’unica cosa a cui ha dovuto rinunciare a causa dell’età: la caccia. «Sono stato premiato dal sindaco Tosi per essere stato il cacciatore più longevo del Veneto: ho cacciato fagiani, lepri e altri uccelli per settantacinque anni» racconta con orgoglio. La doppietta l’ha appesa al chiodo nel 2009, a 97 «primavere».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Corriere della Sera.it

Redazione web 25-09-2013

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