Il bimbo che realizza il suo sogno e incontra Supermario

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Un bambino di soli tre anni che lotta ogni giorno per guarire da una grave malattia, ha realizzato il suo sogno: incontrare i giocatori del Milan.

Ricardo è un bimbo di origine congolese di appena 3 anni che vive a Vigonza.

L’associazione Sogni onlus di Giavera del Montello ha realizzato il suo sogno, facendogli incontrare la sua squadra del cuore e soprattutto Mario Balotelli.

Martedì 30 aprile Ricardo, che si chiama così in onore di Kakà, a Milanello ha assistito agli allenamenti e ha potuto conoscere, uno ad uno, i campioni che ogni giorno guarda in televisione o al computer.

Un’emozione grandissima per il piccolo e per suo papà Seke. «Mentre la squadra si allenava – racconta commosso -, Ricardo è stato sempre a bordo campo e incitava il suo idolo chiamandolo a gran voce “Balotelli, Balotelli”. Vedere la sua felicità mi ha aperto il cuore. Mi tremavano le gambe e la voce, perché vedevo in lui e in Clarence la vera gioia. E’ stato un momento di felicità che la nostra famiglia si meritava per quello che abbiamo e stiamo passando».

Nell’agosto scorso la moglie di Seke è venuta mancare, anche lei per una grave malattia. Accanto a loro si sono stretti i medici e gli infermieri del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale di Padova, che li hanno quasi adottati: «Da un anno, da quando Ricardo si è ammalato, il reparto è la nostra seconda casa perché spesso lo dobbiamo ricoverare. Ma loro sono splendidi, gentilissimi e affettuosi».

E proprio dal reparto è partita la chiamata all’associazione Sogni onlus: «Ci hanno raccontato la storia di Ricardo – racconta il presidente Rudy Zanatta -, e ci siamo subito attivati per regalare questo momento al bambino. Esserci riusciti è stato meraviglioso anche per noi».

Un sogno realizzato, che ha riempito di gioia il cuore di Ricardo e della sua famiglia, reso possibile anche grazie alla sensibilità dei giocatori: «Uno ad uno sono venuti a conoscere il mio bimbo, a fare le foto e gli autografi – conclude papà Seke -. Quel giorno rimarrà impresso nel mio cuore e in quello dei miei bambini per sempre».

Il Corriere del Veneto.it

Redazione web 13-05-2013

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