Il valore aggiunto della formazione professionale – Giacomo Pellizzari e i giovani

Giovani scrittori crescono. La voce del Galilei, il giornale studentesco dell’omonimo istituto arzignanese nato a settembre dello scorso anno, lascia intravedere spunti interessanti, tra i quali un articolo dello studente Mitia Costa che riproponiamo qui.

 

Il valore aggiunto della formazione professionale – Giacomo Pellizzari e i giovani

 

Che cosa ci colpisce della vita di un uomo? È chiaro che è difficile dare una risposta a una simile domanda. Ma vorrei provare a proporne una: quello che ci colpisce è il valore che ci lascia.

Ecco, Giacomo Pellizzari ci ha lasciato in eredità il valore del saper fare. Ma non si è limitato solo a questo: Giacomo Pellizzari credeva anche nel valore della formazione professionale dei giovani. E tutta la sua vita testimonia quanta forza riconosceva in questo valore.

Giacomo nacque il 4 ottobre del 1883, ad Arzignano. Frequentò l’ITIS Rossi di Vicenza, una scuola prestigiosa fin da allora, voluta da un altro imprenditore luminare locale, Alessandro Rossi di Schio. Dopo aver conseguito il diploma, iniziò subito a lavorare nell’officina di famiglia. Finita la Grande Guerra, la piccola azienda iniziò ad espandersi sino a diventare una grande industria nel settore delle pompe e dei motori elettrici, che venivano esportati in tutto il mondo. Nel 1951, quando vi fu un’alluvione nel Polesine, Pellizzari inviò le sue pompe nel luogo del disastro per aiutare la popolazione nella difficile opera di bonifica.

Qualche anno più tardi, nel 1953, ci fu un’altra tremenda alluvione in Europa, nei Paesi Bassi. Nonostante la grande distanza che separava Arzignano da quelle terre del Nord, Giacomo organizzò un grande convoglio ferroviario e inviò le proprie idrovore (pompe idrauliche) e i tecnici personali in modo tempestivo ed efficiente. Quando arrivarono anche gli aiuti dall’America, Giacomo e i suoi uomini avevano già finito tutto il lavoro. La velocità era stata tale da lasciare gli americani senza parole. Quindi, in seguito, la Regina Giuliana gli attribuì il titolo di Commendatore dell’Ordine di Orange-Nassau, la massima onorificenza di quella Nazione. Non solo: quel treno della solidarietà fu riconosciuto come un esempio da seguire in avvenire per tutta l’Europa in caso di simili disastri. Giacomo diede veramente un grande messaggio di unione che anticipava l’idea di un’Europa unita, come sottolineò anche lo stesso primo ministro olandese, venuto a Vicenza personalmente per consegnargli il riconoscimento. Per l’impegno e l’alto valore etico e tecnico dimostrato in quello stesso anno Giacomo ricevette la Laurea honoris causa in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Padova.

La Pellizzari SpA divenne così un punto di riferimento occupazionale per tutta la vallata del Chiampo e diede lavoro a moltissime persone. Ad Arzignano non c’era famiglia che non avesse un suo membro impiegato nelle sue Officine e tutti ne andavano orgogliosi.

Giacomo scomparve alla Vigilia di Natale del 1955 lasciando una grande eredità al figlio Antonio, il quale si impegnò con grande passione e con senso del dovere nella Direzione dell’Azienda, abbandonando con dispiacere l’attività di musicista nella quale aveva raggiunto notevoli traguardi come Direttore di una grande orchestra sinfonica e un Coro formato da suoi stessi dipendenti. Egli, seguendo la passione del padre per l’educazione culturale dei propri operai ed impiegati, aveva anche fondato una specifica “Scuola di Arzignano’ dove tennero lezioni una ventina di docenti tra i più noti allora in Italia.

Questa in breve la vita di Giacomo Pellizzari, una vita dedicata non al semplice lavoro, ma al lavoro fatto con competenza, grande impegno e professionalità, il solo in grado di aiutare gli altri e di far crescere una comunità nel tempo. Egli credeva così tanto nell’istruzione dei giovani, che fondò una scuola per preparare adeguatamente i futuri lavoratori della sua azienda.

Da illuminato imprenditore qual era, riteneva che gli istituti professionali del tempo non formassero abbastanza per gli standard richiesti dal mondo del lavoro ed era convinto che una buona pratica potesse nascere solo da una buona teoria. Quella scuola divenne così un luogo di formazione fondamentale per molti adolescenti che a quei tempi non avevano grandi offerte e possibilità di studio ad Arzignano. Per seguire percorsi di studio superiori, infatti, bisognava per forza recarsi a Vicenza, con mezzi che non erano di certo quelli di oggi.

La scuola di Giacomo si chiamava “scuola professionale Artieri” e dava un’ottima preparazione tecnico-pratica. Sicuramente vi starete chiedendo che cosa studiavano quei ragazzi, ora nostri nonni, e come venivano avviati al lavoro. Beh, è facile scoprirlo, basta andare a spulciare le loro pagelle: si trattava di meccanica generale, disegno tecnico, tecnologia e di matematica, ma venivano valutate anche le abilità pratiche nel lavoro, come la sveltezza, la cura degli utensili e la ponderazione. La sede iniziale della scuola, all’inizio riservata ai figli dei dipendenti ma poi aperta a tutti, si trovava in Via Cappuccini 12. La scuola rimase sotto il controllo dell’azienda fino al 1957, in seguito divenne statale e solo nel 1975 chiuse definitivamente la sede di Arzignano.

Il livello di insegnamento presso tale istituto era molto buono. Questo significava che i diplomati trovavano impiego con relativa facilità, come operai specializzati, ottimi disegnatori o progettisti, segno della lungimirante iniziativa che ebbe Giacomo Pellizzari.

Questo è il valore che ci ha lasciato l’imprenditore arzignanese: credere nel lavoro professionale che permette agli uomini di creare e non semplicemente di subire, quel lavoro professionale che permette di vivere con dignità e di rispondere alle sfide continue del mondo.

Oggi anche il nostro istituto Galilei offre un percorso di studi d’eccellenza nel campo del settore conciario, tant’è che da qualche anno è stato aperto anche l’ITS (istituto tecnico superiore) che ha lo scopo di fornire competenze tecniche superiori di tipo manageriale e che attira diplomati da tutte le parti d’Italia. Per questo possiamo dire che l’operato del nostro grande concittadino continua a vivere nella nostra comunità, impegnata in un settore industriale differente da quello di Pellizzari, ma ugualmente determinata a renderlo competitivo nel mondo e di grande qualità.

 

di Mitia Costa

 

Redazione web
17/03/2021

Invia la risposta

Lascia il tuo commento
Scrivi il tuo nome qui