In Brasile le milionarie fanno shopping con la scorta

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Borsa Hermés, tacchi alti, un velo di trucco. La milionaria brasiliana entra nello shopping mall scortata dall’autista, appuntamento dopo un paio d’ore, giusto per concedersi qualche acquisto e un pasto veloce con un’amica. Sale le scale mobili del Cidade Jardim, tra i centri commerciali del lusso più importanti di San Paolo. Sfiora una Land Rover parcheggiata all’ingresso, osserva le vetrine accompagnata da bodyguard onnipresenti.

Entra da Daslu, il concept store che negli anni è stato definito«monumento all’ingiustizia» e alle differenze sociali nel Brasile del progresso. Qui viene accolta dalle«Dasluzetes», commesse che sembrano uscite da una rivista di moda, e da cameriere (tutte di colore) con camice nero e colletto bianco. Le guardie giurate controllano con discrezione la scena: lo shopping può cominciare.

 

San Paolo, la megalopoli delle contraddizioni. Delle proteste di piazza, i mondiali 2014, il rincaro dei mezzi pubblici e la vita dorata di oltre 170 mila milionari (più che in India e in Russia) che gravitano attorno a questa città e a Rio de Janeiro.

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Sono riconoscibilissimi: carnagione chiara, auto con i vetri oscurati, si notano nei mall come Cidade Jardim (al suo centro, una foresta tropicale «addomesticata») o JK Iguatemi mentre sfogliano iPad incorporati alle poltrone delle boutique.

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Amano il made in Italy (da Dolce & Gabbana a Salvatore Ferragamo a Gucci) e il made in France (impossibile non avere al braccio una Louis Vuitton, anche se i dazi stellari del Brasile fanno lievitare i prezzi), degustano macaron da Ladurée , si fermano per uno snack a Le pain quotidien, tengono d’occhio le novità del mercato. Anche quello di settore: mercoledì 10 luglio ha aperto Inspiramais, la fiera dei componenti per calzature e pelletteria che, alla sua ottava edizione, sta richiamando non solo commercianti e professionisti brasiliani, ma anche osservatori venuti da tutto il mondo per conoscere il lavoro di Walter Rodrigues, guru dell’iniziativa.

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«Stiamo cercando – spiega il designer – di far crescere la cultura dell’innovazione nel nostro Paese applicandola allo sviluppo di nuovi prodotti che poi si ritrovano in marchi come John Galliano, Alberta Ferretti, Alexander McQueen, Dolce & Gabbana».

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Forse anche per questo le milionarie di San Paolo (dove si concentra il 70 per cento dei consumi di lusso del Paese) osservano curiose il via vai di questi giorni. Ma sempre dal loro osservatorio privilegiato: concluso lo shopping, l’autista le attende al piano sotterraneo del mall. Chiuse bene a chiave le portiere, si può tornare a casa.

 

 

 

 

 

Corriere della Sera.it

Redazione web 10-07-2013

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