Insulta la collega su Facebook, licenziato dipendente di Media Vivere

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Dà della milf (acronimo inglese che definisce un apprezzamento sessuale scurrile nei confronti di una mamma) alla collega, scrivendolo sul suo profilo personale Facebook, e viene licenziato. La vicenda è accaduta alla Media Vivere di San Giusto Canavese e risale al maggio scorso quando il dipendente, rientrato al lavoro dopo un breve periodo di assenza a causa di una vertenza contro il suo datore di lavoro, si presenta in ufficio e viene licenziato.

Motivo? Oltre ai pesanti insulti rivolti all’azienda attraverso il suo profilo, sul social network, compaiono gli apprezzamenti pesanti nei confronti della collega. Il dipendente, accusato di diffamazione aggravata, decide di presentare ricorso impugnando il licenziamento, ma pochi giorni fa il giudice del Tribunale di Ivrea, Luca Fadda, lo respinge.

Secondo il giudice, infatti, il lavoratore avrebbe tolto con grave ritardo quelle frasi da Facebook (circa 15 giorni dopo l’arrivo dei solleciti da parte del datore di lavoro) e comunque ha reso quei commenti “potenzialmente visibili ad 1 milione di persone attraverso il social network”. Non solo: secondo Fadda la parola “Milf” oggi “è divenuto sinonimo di pornostar al termine della carriera e quindi ha un’evidente caratterizzazione negativa”. Il lavoratore, oltre a vedersi respinta la sua richiesta di reintegro in azienda è stato costretto a pagare le spese legali, 3 mila 500 euro.

 

 

La Stampa

Redazione web 20-2-2015

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