La Germania importa gli infermieri dall’Italia

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Quando emigrare all’estero significa sistemarsi per la vita. Se in Italia la paralisi del mercato del lavoro sembra non avere di fronte a sé ancora via d’uscita, dalla Germania arrivano ottime possibilità d’impiego soprattutto per i neo-dottori dell’area medico-sanitaria.

Se ai tempi del fascismo accordi diretti tra i due dittatori favorirono l’esportazione di operai per sostenere la macchina bellica tedesca, oggi ci sono società specializzate che si preoccupano di fare da tramite tra i futuri datori di lavoro tedeschi e i giovani candidati italiani.

Secondo l’ultimo rapporto Excelsior-Unioncamere l’infermiere occupa il primo posto nella classifica delle 30 professioni di sbocco per i laureati d’Italia.

E nonostante la crisi, l’area medico-sanitaria è stata quella che ha riscontrato una maggiore crescita dell’offerta netta di neo-laureati (+3,2%).

Insomma il lavoro sembrerebbe non mancare. Tuttavia risulta difficoltoso trovare una collocazione stabile nel panorama professionale.

Se da noi quindi i giovani infermieri vivono i primi anni di lavoro nel precariato, in Germania sono una merce così pregiata da spingere le aziende che operano nel settore sanità a reclutare infermieri in Italia, pagando loro anche i corsi di lingua che preludono all’inserimento nel mondo del lavoro.

Una della società attive in questo settore è GERMI Italia, che di recente ha svolto una serie di colloqui di selezione a Napoli.

GERMI Italia, potendo contare sulla collaborazione di un partner importante come l’Istituto di formazione professionale IB (Internationaler Bund), e di grandi strutture ospedaliere tedesche, offre ai giovani laureati in scienze infermieristiche dei percorsi di perfezionamento, al termine dei quali è prevista l’assunzione a tempo indeterminato nelle cliniche locali aderenti al progetto.

Si tratta perlopiù di corsi di tedesco della durata di 4 o 5 mesi da frequentare presso Stoccarda. Vitto e alloggio sono garantiti e minimo è il contributo integrativo richiesto per tutte le spese, compreso il corso.

I due progetti si chiamano FIA, mirato a chi detiene già il titolo accademico, e GAIA, che si rivolge invece a chi deve ancora conseguire il titolo di Infermiere Professionale.

Per i tedeschi è vantaggioso “fare spesa” in Italia: i nostri infermieri sono laureati mentre i loro hanno solamente una qualifica professionale.

Inoltre gli stipendi che possono essere proposti agli italiani sono altamente competitivi rispetto a quelli dei loro colleghi tedeschi. Il rapporto è 2.500 euro lordi al mese contro 5.000.

Un esempio: Alessandra, classe 1990, è appena partita per Stoccarda per un corso di lingua di quattro mesi che rappresenta il preludio al suo inserimento come infermiera in una casa di riposo. A Novembre si è laureata all’Università Cattolica di Roma e in questi mesi il mercato del lavoro le ha offerto solo impieghi precari sotto forma di assistenza domiciliare saltuaria. Insomma, lo stesso trattamento che riserva a tanti giovani neo-laureati: dopo anni di studio e di impegno, la frustrazione di non riuscire a mettere a frutto quanto appreso. Così a fine Giugno è arrivato il colloquio di lavoro con i tedeschi, che in qualche giorno hanno formulato un’offerta di quelle che non si possono rifiutare: assunzione con stipendio lordo base intorno ai 2.500 euro, corso di formazione intensivo pagato e soprattutto il senso di realizzazione dato dal fatto che qualcuno investe sulla tua professionalità. Così Alessandra ha fatto le valigie ed è partita, con la speranza, forse un giorno, di riuscire a tornare a casa.

 

 

 

 

 

 

Ansa.it

Redazione web 31-07-2013

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