La misteriosa scomparsa di W.

ambra

La sua notorietà è tale che non si è lì per il testo di Stefano Benni, ma per lei, Regina Ambra, che adolescente era già una diva. Conduceva una nota trasmissione di successo che ha segnato un’epoca e agli occhi di mezza Italia sembrava una marionetta manovrata via auricolare…però…Però ha ben retto il contraccolpo con la sparizione dal video, e anni dopo si è riabilitata con il cinema, diretta da Comencini, Ozpetek, Genovese e altri. Nel frattempo ha fatto radio (tra cui un memorabile dopo Sanremo), è diventata compagna di un ambito cantante + mamma di due figli, e nel suo passato c’è indelebile il ricordo del tour “T’appartengo” (con leggendario balletto e mano di lei che simula il cuore che batte). Per la cronaca, l’album, 400.000 copie, e ai concerti diversi sold out.

 

Insomma, Regina Ambra ha vinto un sacco di premi facendo qualsiasi cosa, ma in teatro è diverso e quel monologo (impegnativo e un po’ datato) forse era più adatto a Lella Costa che a lei.

Lei però questo lo sapeva, ben sapeva che il testo era difficile, che il monologo era ardimentoso e che non aveva Buoncompagni ad aiutarla. Ma se nella vita facciamo solo le cose facili, beh, che palle. Non andiamo da nessuna parte e restiamo sugli scalini a parlar male di quelli che ci passano davanti.

Così ci ha provato, come ha provato con la Tv, la radio, il cinema, la musica, la famiglia, e il pubblico le ha perdonato di non essere Lella Costa incoraggiandola tutto il tempo: così Ambra è cresciuta, passo dopo passo, conquistandosi il palco e segnando il territorio.

È agli inizi, si vede, ma ci mette anima e cuore, senza presunzione, senza enfasi, e anche quello si vede, e si apprezza. Esce tra mille applausi ed è più felice di quando era la quindicenne più famosa della penisola.

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