La peste nera è tornata. Nel Medioevo causò 25 milioni di morti

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L’incubo del Medioevo è tornato. In Kirghizistan, in Asia centrale, le autorità locali hanno deciso di mettere in quarantena ben 131 persone, compresi 30 medici, dopo la morte di un pastore 15enne a causa della peste bubbonica.

Temirbek Isakunov, che viveva in un villaggio di montagna vicino al confine kazako, ha perso la vita giovedì scorso nella città di Karakol (vicino al confine con il Kazakistan), morso da una pulce infetta, “trasportata” da una marmotta.

Il ministero della Salute ha cercato di rassicurare la popolazione dal rischio epidemie, come sottolinea Parismatch.com: è stato lo stesso ministro Dinara Saginbayeva a parlare di un evento localizzato: “Posso dire con certezza che non ci sarà alcun contagio”, ha affermato, intervistata dall’agenzia Ria Novosti.

Nonostante le rassicurazione governative, altri tre pazienti potrebbero essere stati contagiati: una donna e due bambini, del villaggio di Sara-Kamych, vicino a quello del giovane pastore, sono stati ricoverati, dopo aver presentato classici sintomi. come le ghiandole infiammate nel collo e sotto le ascelle e la febbre.

In Europa la “peste nera” causò la morte di ben 25 milioni di persone nel Medioevo, allora un terzo della popolazione del continente: allora la sua comparsa fu dovuta nel 1347, all’assedio dei tartari in Crimea, a Caffa. Dopo che le truppe orientali erano state decimate da un’epidemia di peste da alcuni anni diffusa in Asia, fu il khan Ganibek a utilizzare i corpi dei militari defunti per conquistare la città, facendoli catapultare all’interno delle mura del centro sotto assedio. Fu allora che i marinai genovesi, in fuga da Caffa, trasportarono il morbo in Europa, fino ai porti del Mediterraneo.

La malattia divenne endemica nel “Vecchio Continente”, tornando ogni decennio, fino ai tre secoli successivi.

Oggi la peste bubbonica è invece diventata un fenomeno raro, limitato a livello geografico ad alcune aree dell’Africa, dell’Asia e del Sud America. Eppure, nonostante possa essere curata con antibiotici se ci si accorge in tempo della malattia, colpisce ancora 400 persone all’anno.

Dopo più di 30 anni, la paura è tornata in Kirghizistan, dopo il caso del pastore 15enne. L’ultima morte nella regione asiatica a causa della peste nera risale al 1981. Il pastore era morto la scorsa settimana, ma soltanto ieri i medici hanno diagnosticato come fosse stata la peste la causa del decesso.

Sono così scattate nel Paese le misure necessarie per evitare contagi: il ministero della salute ha dato il via libera alla caccia ai roditori, vettori della peste (il morbo si diffonde da un animale all’altro per colpa delle pulci, in grado di infettare anche animali domestici come i gatti, ndr).

Allo stesso tempo i servizi sanitari hanno confermato di possedere l’attrezzatura medica necessaria per evitare qualsiasi epidemia. Le centinaia di persone adesso in quarantena dovrebbero essere dimesse il 30 agosto.

Come forza di prevenzione, anche il vicino Kazakistan ha deciso di aumentare i controlli alle frontiere.

 

 

 

 

 

 

 

 

Giornalettismo.com

Redazione web 28-08-2013

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