La vita oltre il virus: la carità non si ferma

In questi giorni imperversa l’hashtag #iorestoacasa: un invito rivolto a tutti, ma non praticabile da tutti.

C’è chi, infatti, una casa non ce l’ha, come le circa 160 persone senza dimora attualmente presenti a Vicenza, che rischiano quindi di incorrere in sanzioni e denunce e allo stesso tempo di venire in contatto con contagiati o essere a loro volta veicoli di contagio. Da sempre Caritas Diocesana Vicentina, attraverso il ricovero notturno di Casa San Martino e la mensa e area diurna di Casa Santa Lucia, dà risposte a queste persone ed ora, proprio per via dell’emergenza coronavirus, questo impegno è rafforzato tramite il progetto #iovorreirestareacasa, come spiega il direttore don Enrico Pajarin.

Don Enrico, com’è cambiato il servizio a favore delle persone senza dimora?

È stato potenziato grazie alla collaborazione con il Comune di Vicenza, l’associazione Ozanam San Vincenzo, la cooperativa Gabbiano 2.0 e il contributo economico della Fondazione Cariverona e di Caritas Italiana. Per quel che ci riguarda, sono state montate due tende all’esterno di Casa Santa Lucia, che permettono un’accoglienza h24 degli ospiti del ricovero notturno. Le tende permettono loro di avere un luogo riparato per tutto il giorno, dove ricevere la colazione, il pranzo e la cena nel pieno rispetto delle distanze di sicurezza interpersonali. Analoghe soluzioni sono state adottate per le altre strutture di accoglienza, esterne a Caritas, della città.

E per quel che riguarda gli altri servizi di Caritas Diocesana Vicentina?

Per forza di cose abbiamo sospeso le attività front office, ma restano attivi i riferimenti telefonici di tutti i nostri servizi, che possono offrire supporto e informazioni. In particolare, restano attivi i canali telefonici con gli psicologi che collaborano con Caritas. Resta inoltre attiva, con nuove modalità su appuntamento per evitare assembramenti, la distribuzione delle borse della spesa alle famiglie maggiormente in difficoltà.

Come cambia la carità al tempo del coronavirus?

La carità non si ferma, ma si adatta alle opportune indicazioni delle autorità competenti. Non solo in merito alle prassi operative di prevenzione e sanificazione. Circa i volontari, ad esempio, abbiamo consigliato a quelli anziani di rimanere a casa, e stiamo ricevendo disponibilità da nuovi volontari giovani. Inoltre, in questa fase è importantissimo saper fare rete con le altre realtà caritative e le istituzioni, come dimostra l’esempio dei servizi in favore delle persone senza dimora. In ogni caso è fondamentale l’aiuto di tutti e di ciascuno, sia in termini donazioni economiche, sia in termini di volontariato. Sul nostro sito www.caritas.vicenza.it sono disponibili tutte le informazioni su come donare o diventare volontario. I poveri oggi sono ancora più poveri: non lasciamoli soli.

Redazione web
20/03/2020

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