La vita oltre il virus: pronti a tornare in sella

La puntata di oggi di “La vita oltre il virus” inforca una bicicletta immaginaria con l’istruttore nazionale della federazione di bike Mario Fornasa, partendo alla volta di metodi obbligatoriamente casalinghi per mantenersi comunque allenati nonostante il divieto di uscire.

In questo momento come si fa?

Nella scuola di bike abbiamo previsto anche delle giornate di maltempo durante le quali impegniamo i ragazzi con esercizi propedeutici a corpo libero per formare le capacità motorie direttamente senza bicicletta. Posto sulla pagina Facebook della scuola e invio sul gruppo di Whatsapp dei video simili. Poi i ragazzi che seguo e io ci sentiamo sempre: qualcuno chiede consigli, altri nuovi allenamenti perché hanno il ciclo mulino a casa o i rulli.

A loro piace come soluzione temporanea?

Penso di sì, continuano a chiedermi di inviare nuovo materiale. Qualche ragazzo mi ha provato a rimanere in equilibrio sulla fitball e sono nate piccole sfide come ripetere l’esercizio senza mani o con una birra in mano. C’è un campione mondiale di trial che si alza dal letto con gira per casa con la moto. Secondo loro dovrei fare la stessa cosa con la bici.

Lo farai?

Mi sto organizzando per non deluderli e non farmi male [ride]

Ci sono già nuovi progetti in vista appena tutto questo finirà?

Sono in collaborazione con la “Martina Dogana Triathlon” per formare anche i ragazzi del triathlon con le lezioni della bici. Per questo sto cercando di prendere l’attestato di idoneità per insegnare triathlon. Appena riprenderà tutto porteremo fino alla fine questo accordo.

Come occupi le tue giornate ora?

Di solito vivo fuori, stare chiuso in casa è come mettermi in croce. Per cercare di rendere produttivo anche questo periodo di pausa forzata, oltre a registrare i video, studio.

In tempi normali invece insegni ai ragazzi…

Ho la scuola di Isibike di Arzignano. Abbiamo iniziato sei anni fa con i bambini. Adesso sta andando molto bene perché siamo a quota 30 iscritti. Copro dai 6 anni ai 17. Sono divisi in due: dai 6 ai 12 anni e poi dai 12 ai 17. È un gruppo molto unito. Ho coinvolto il ragazzo più grande per diventare aiuto istruttore. C’è chi è più predisposto alle gite, chi è free ridere e altri che si dedicano ai bambini con cura e devozione.

Come si svolgono le lezioni di solito?

Si tratta di insegnare come guidare la bici. Prima in sicurezza e poi a risparmio di energia. Ciclismo in strada e fuori strada. Facciamo esercizi su piattaforma e andiamo in giro. Scelgo dei posti in cui si possono fare discese, salite, frenate.

Ci sono state richieste da parte di adulti?

Ho avuto diverse richieste da adulti e ho fatto dei mini corsi. Ma loro pensano già di saper andare. Se insegni qualcosa hanno sempre altro da dire e comunque sono convinti di avere ragione. Non sanno, ma pretendono di sapere già tutto, la miglior bici ce l’hanno loro, passano dalla bici normale a quella elettrica e vantano conoscenze che non hanno.

Redazione web
01/04/2020

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