Laboratori di comunicazione e scrittura creativa

Alba africana in Kenya
Lo scorso anno aveva dato allettanti risultati un laboratorio di scrittura creativa, di cui parleremo nei prossimi capitoli.
Era proseguito dopo l’estate quel momento interessante, in cui ogni ragazzo esprimeva idee e considerazioni su un argomento scelto insieme. Ma non partecipavano proprio tutti. Gli Africani, non pratici della nostra lingua, se ne stavano in disparte.

Decidemmo quindi, la scorsa settimana, di farli intervenire, dopo aver letto alcune pagine dell’esperienza africana di un infermiere bresciano, Mariano De Mattia, che aveva trascorso le sue ferie in Kenya, una decina d’anni fa.
Un primo spunto per parlare della concezione del tempo ce lo dà il campanile della Missione che ha un orologio su ognuna delle quattro facciate, ma con quattro ore diverse per ciascuno (e nessuna è quella giusta).
Charles ci dice che laggiù, da loro, la raccomandazione a chi lavora è: “Vai piano!”, mentre qui da noi il capo ti dice sempre: “Dai! Più veloce!”. I ritmi dell’Africa sono segnati dalla natura e questo favorisce una buona salute, un’attenzione al bello e la gratitudine al Creatore.

Mariano scrive sul suo libro che i colori dell’Africa sono fondamentalmente tre: il rosso della terra argillosa, il verde della vegetazione, l’azzurro del cielo. “E’ vero – ci ricorda Max – ma ogni volta che torno a casa, sento che c’è qualcosa che non c’è…”, quasi a ricordarci che questa trilogia sta scomparendo per lasciare il posto ai vari grigi creati dall’uomo.
E ancora, leggiamo che le chiese africane sono come quelle europee, tutte uguali e poco inserite in quel selvatico paesaggio. “Sono il segno dell’intervento dei bianchi, missionari compresi, – ci fa capire Kofi, che spiega come sia presente ancor oggi, la paura dei colonialisti – e gli stessi governanti neri, una volta al potere, usano gli stessi modi di chi li aveva sfruttati, con progetti faraonici, a loro proprio beneficio, ignorando i bisogni della popolazione sempre più povera”.

 

PS. Per la serie “questa settimana abbiamo bisogno di: …”

Ringraziamo degli affezionati amici che ci hanno offerto la scorsa settimana degli ombrelli rimasti nella loro trattoria e mai più richiesti.
Ci mancherebbero ancora degli scarponi per le nostre prossime escursioni, n. 41-42-43.

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